MADRID - Il gravissimo incidente ferroviario avvenuto a Urda, nella provincia di Toledo, dove una collisione tra due treni ha provocato la morte di almeno 68 persone, rappresenta il quinto dramma sulle rotaie verificatosi in Spagna dall’inizio di un anno segnato fin dalle sue prime settimane da disastri e disservizi infrastrutturali. 

L’anno si era infatti aperto con un’altra tragedia di ampie proporzioni: il 19 gennaio ad Adamuz, in provincia di Cordova, due convogli ad alta velocità erano usciti dai binari per poi scontrarsi, causando 46 morti e oltre 150 feriti. Quel disastro aveva segnato il bilancio più pesante nel Paese dal 24 luglio 2013, quando il deragliamento di un treno ad alta velocità a Santiago de Compostela provocò 78 vittime. 

Le inchieste aperte sul disastro di Adamuz avevano portato alla luce una complessa combinazione di concause, tra cui problemi tecnici, il mancato rispetto delle buone pratiche operative ed errori umani.

L’episodio aveva aperto un acceso dibattito nazionale sugli investimenti destinati alla manutenzione della rete ad alta velocità spagnola (la più estesa d’Europa), ritenuti insufficienti a garantire standard d’intervento adeguati alla sua portata. 

Nei mesi successivi all’incidente di Cordova si sono susseguiti altri sinistri con conseguenze fortunatamente meno tragiche. Il 21 gennaio a Gelida, in Catalogna, appena due giorni dopo i fatti di Adamuz, un treno ha impattato contro un muro di contenimento crollato sui binari. L’incidente ha provocato la morte del macchinista e il ferimento di 37 persone. 

Il giorno seguente a Cartagena un convoglio si è scontrato con il braccio di una gru, causando il ferimento di sei passeggeri. Infine, il 12 febbraio a Talavera, nella provincia di Toledo, un treno ha travolto un’automobile a un passaggio a livello, provocando la morte del conducente del veicolo. 

La tragedia di Urda ha provocato reazioni diametralmente opposte all’interno del panorama politico spagnolo. Il movimento Frente Amplio ha disposto la sospensione immediata di tutti gli appuntamenti elettorali dei propri candidati in segno di rispetto per la gravità dell’evento. In questo contesto, l’ex sindaca di Barcellona Ada Colau ha espresso “grande preoccupazione” per l’accaduto, rivolgendo la propria “solidarietà” alle persone coinvolte e il proprio “sostegno” ai servizi di emergenza impegnati nelle operazioni di soccorso. 

Di parere opposto il leader di Vox, Santiago Abascal, che durante un comizio a Valladolid ha confermato lo svolgimento degli eventi elettorali: “Siamo ormai abituati al fatto che alcuni, dopo una tragedia, vogliano sospendere le campagne elettorali e trasformare i politici in prefiche ai funerali. Molti vorranno aprire un nuovo dibattito chiedendo la sospensione della campagna elettorale e utilizzare il dolore e il lutto, come già fatto ad Adamuz, per cercare di mettere a tacere le denunce e le proteste contro un degrado delle infrastrutture che non possiamo più sopportare”. 

Mentre dal pubblico si levavano cori di protesta contro il premier Pedro Sánchez, il partito Vox ha ribadito in una nota diffusa da El País l’intenzione di “denunciare la sfacciataggine della ‘campagna dell’amore’ del Psoe che provoca morti in Spagna”. Intervistato da Antena 3, Abascal ha espresso vicinanza ai familiari delle vittime, definendo “assolutamente insopportabile” il deterioramento delle infrastrutture e delle istituzioni del Paese. 

Il dramma di Toledo si aggiunge alla memoria dei principali incidenti ferroviari della storia recente del Paese. Negli ultimi venticinque anni si ricordano lo scontro frontale tra un convoglio articolato Talgo e un treno merci che causò 19 morti ad Albacete il 3 giugno 2003, e il deragliamento di un Intercity a Palencia, il 21 agosto 2006, costato la vita a sette persone e il ferimento di altre 36. 

In Catalogna, il 24 giugno 2010, dodici persone persero la vita travolte da un treno mentre attraversavano i binari a piedi presso la stazione di Castelldefels, a Barcellona. Successivamente, l’8 febbraio 2019 a Castellgalí, lo scontro frontale tra due treni regionali provocò la morte di un macchinista e il ferimento di circa cento passeggeri. 

Andando più indietro nel tempo, la storia spagnola comprende l’attentato terroristico dell’11 marzo 2004, quando dieci ordigni piazzati da al-Qaeda esplosero quasi simultaneamente su quattro treni pendolari della rete di Madrid, principalmente nei pressi della stazione di Atocha, causando 193 vittime. 

Oltre agli eventi bellici e ai bombardamenti della guerra civile, la peggiore catastrofe ferroviaria della Spagna resta tuttavia quella del 3 gennaio 1944 a Torre del Bierzo, nella provincia di León.

In quell’occasione, il guasto ai freni dell’espresso proveniente da Madrid lungo una ripida discesa provocò la collisione con una locomotiva all’interno di una galleria; l’incendio conseguente distrusse i cavi di segnalazione, portando un terzo treno carico di carbone a impattare contro i resti in fiamme dei primi due convogli. Il bilancio ufficiale del regime franchista si fermò all’epoca a un’ottantina di morti identificati, ma ricostruzioni storiche successive ed evidenze moderne stimano che le vittime effettive furono circa duecentocinquanta.