La poesia prende vita quando una voce le restituisce il suo respiro, quando parole scritte secoli fa emozionano nuove generazioni e una lingua continua a risuonare, lontano dalle sue origini. Sabato 24 ottobre, al Co.As.It. a Carlton, centinaia di studenti hanno celebrato la musicalità e la ricchezza dell’italiano attraverso i versi dei suoi grandi poeti. In una sala gremita, tra emozione, applausi e orgoglio, la cerimonia dell’annuale ‘Competizione di recitazione poetica’ della Società Dante Alighieri di Melbourne, inserita nella XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, ha reso omaggio al talento dei giovani e alla vitalità della lingua italiana in Australia.
Ad aprire l’evento è stata Gloria Caruso, coordinatrice della competizione, che ha ricordato come, da 65 anni, l’iniziativa inviti gli studenti a uscire dalla propria zona di comfort per entrare “nel ritmo e nella bellezza della lingua italiana”.

Recitare una poesia in un’altra lingua, ha sottolineato, “non è un’impresa da poco”: quest’anno, però, i partecipanti non si sono limitati a memorizzare i versi, ma hanno dimostrato una profonda comprensione dei testi, offrendo interpretazioni espressive e accurate.
“Avete affrontato la sfida, lavorato duramente e oggi celebriamo il vostro successo. Dovreste essere tutti enormemente orgogliosi”, ha detto Caruso, rivolgendo un ringraziamento anche agli insegnanti, alle famiglie, ai giudici e agli assistenti che rendono possibile la competizione.


Gli studenti potevano scegliere tra i versi di grandi autori italiani, da Giosuè Carducci a Giacomo Leopardi, da Ada Negri ad Alda Merini, senza dimenticare i poeti italo-australiani Lino Concas, John Lando e Mariano Coreno. Accanto alle poesie di autori classici e contemporanei, anche quest’anno la Divina Commedia di Dante Alighieri ha avuto un posto centrale, offrendo ai ragazzi l’occasione di confrontarsi con uno dei capolavori della letteratura mondiale. Come da tradizione, la premiazione è stata anche un’occasione per ascoltare la poesia prender vita: i vincitori del primo premio di ciascuna categoria sono tornati sul palco per recitare i versi, regalando al pubblico alcuni dei momenti più emozionanti della cerimonia.


Il presidente della Società Dante Alighieri Melbourne, Dominic Barbaro, ha sottolineato l’importanza di sostenere iniziative capaci di mantenere vivo l’interesse per la lingua: “Il modo migliore per promuovere una lingua è parlarla, ascoltarla, leggerla e conoscere il mondo che la circonda”, ha osservato, ricordando il valore della recitazione poetica nella tradizione educativa italiana.
A seguire, l’intervento di Stefano Scaramuzzino, nuovo direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne, che ha voluto rendere omaggio al coraggio dei partecipanti: “Non è affatto facile stare davanti a un pubblico, memorizzare dei versi e recitarli: siete davvero i più coraggiosi”. Scaramuzzino ha poi condiviso una riflessione sull’identità italiana, descrivendola non soltanto come una questione di cittadinanza o di origini familiari, ma come un’idea costruita attraverso la lingua e i valori condivisi. Ha richiamato anche la figura di Dante, esule dalla propria città, come simbolo di un’identità capace di esistere e rinnovarsi lontano da casa, “un concetto particolarmente significativo per le comunità italiane all’estero”.


Gabriella Gomersall-Hubbard, storica componente del comitato della Società e giudice della competizione, ha sottolineato la complessità della prova e il risultato celebra “la bellezza, la musicalità e la profondità emotiva della lingua italiana”.
La proclamazione dei vincitori è iniziata con l’Anno 9, affidata alla stessa Gomersall-Hubbard. Per la categoria generica di poesie, il primo premio è andato a Isabella Turvey (Thornbury Secondary College), il secondo premio a Sofia Fahy (Killester) e Shenaya de Mel (Sacred Heart), mentre il terzo è stato assegnato a Sofia Gottoli (Loreto). Nella categoria Divina Commedia, il primo premio è stato condiviso da Sophie Rodriguez (CRC, Caroline Springs) e Isabelle Hutchins (Loreto), il secondo è andato a Carina O’Brien (Our Lady of Sion) e il terzo ad Amelia Kokolius (Killester College).


Per l’Anno 10, è stato il professore John Hajek, direttore della Scuola di lingue e linguistica all’Università di Melbourne e segretario della Società, ad annunciare i risultati: nella categoria poesie, primo premio a Jakeb Domagala (Lavalla, Traralgon), secondo a Harrison Scott (Scotch) e terzo a Jade Howden (Santa Maria). Per la Divina Commedia, il primo premio è stato assegnato a Martina Nettis (MacKillop) e il secondo a Taj Browne (MacKillop).
Hajek ha poi incoraggiato gli studenti a “continuare a studiare italiano anche all’università e a scoprire l’Italia attraverso il viaggio”, ricordando con entusiasmo la bellezza del Paese e l’importanza di vivere direttamente la sua cultura.


Paolo Baracchi, vicepresidente della Società Dante Alighieri Melbourne e responsabile del programma culturale del Co.As.It., ha proclamato i vincitori dell’Anno 11 e Anno 12. Nella categoria poesie dell’Anno 11, il primo premio è andato a Suriya Cinque (Loreto), il secondo a Nicolo Cimadoro (MacKillop) e il terzo a Federica Lembo (Marymede). Nella categoria Divina Commedia, primo premio a Zita Zhu (Loreto), secondo a Danica Lobo (Marion) e terzo a Patrick Zappia (Xavier). Per l’Anno 12, nella categoria poesie, si sono classificati al primo posto Cadel Weston (Lavalla, Traralgon), al secondo Dana Tingwell (Thornbury High) e al terzo Cristina Morreale (MacKillop). Nella categoria Divina Commedia, primo premio a Nadia Romanin (Catholic Ladies College), secondo a Stephen Tosolini (Xavier) e terzo a Isabella Evans (Catholic Ladies College).


La cerimonia si è quindi conclusa con il saluto di Gloria Caruso, che ha invitato i ragazzi a proseguire il proprio entusiasmante percorso nella lingua: “Spero che i nostri vincitori tornino a casa orgogliosi e ispirati a continuare a esplorare l’italiano, la sua letteratura e la sua cultura”. Un augurio rivolto sia a chi continuerà il percorso scolastico, sia a chi si prepara ad accedere all’università, affinché la passione per l’italiano possa accompagnarli anche negli anni a venire.