WASHINGTON – Un boato, i volti degli ospiti al tavolo d’onore che si contraggono in una smorfia di sorpresa e paura. I reparti scelti che fanno irruzione nella sala, fucili spianati e gli ospiti, quasi tutti giornalisti accreditati alla Casa Bianca, che si buttano a terra, cercando riparo sotto i tavoli. Accade durante la cena di gala dei corrispondenti con Donald Trump e sua moglie Melania.
E la memoria corre subito all’attentato di Butler, Pennsylvania: era il luglio 2024 e l’immagine di Trump in piedi, l’orecchio sanguinante e il pugno alzato in segno di vittoria, divenne iconica. In questo caso non c’è foto che mostri il presidente trionfante. I servizi segreti lo hanno fatto stendere a terra e portato fuori dall’hotel senza esporlo ulteriormente.
Tanto che è servito un post sui social, prima, e una nota ufficiale del secret service, dopo, per accertarne l’incolumità. Era la prima volta che il leader americano partecipava al gala in qualità di presidente.
Pochi istanti dopo gli spari, quattro per i testimoni, si è sentito gridare “Rimanete a terra!” e “Abbassatevi!”, mentre gli ospiti, tra cui corrispondenti, funzionari dell’amministrazione Trump e alcuni membri del suo gabinetto, si mettevano al riparo.
Nel caos, il presidente è stato rapidamente circondato dal personale dei servizi segreti statunitensi, con le armi spianate, che lo hanno portato via dal palco attraverso una tenda sul retro.
La musica della big band si è interrotta e le persone in abiti da ballo e smoking sono rimaste in silenzio mentre gli agenti si affollavano attorno ai tavoli e sopra gli ospiti sul pavimento dell’enorme sala da ballo dell’Hilton di Washington, lo stesso hotel dove il presidente Ronald Reagan era sopravvissuto a un attentato 45 anni prima.
“Sparatoria al piano di sopra”, si sente dire a Mehmet Oz, amministratore dei Centri per i servizi Medicare e Medicaid di Trump, mentre viene evacuato dalla sicurezza. Esce in fretta dalla sala da ballo anche il segretario alla Salute e ai Servizi sociali Robert F. Kennedy Jr., nipote del presidente John F. Kennedy, ucciso nel 1963 a Dallas, in Texas.
L’aggressore è stato colpito da un agente, mentre un altro agente è rimasto ferito ed e’ stato ricoverato in ospedale: grazia al giubbotto antiproiettile se la caverà. Portato al pronto soccorso anche l’autore della sparatoria, poi identificato col nome di Cole Tomas Allen, 31enne della California.
Secondo quanto riferito dal tycoon in una conferenza stampa subito dopo la sparatoria, si tratterebbe di “un lupo solitario” che “voleva uccidere”.
Trump, con ancora indosso lo smoking per la serata di gala, dal palco della stampa della Casa Bianca ha anche rivelato che l’uomo aveva “molte armi”, senza fornire altri dettagli. La procuratrice di Washington, Jeanine Pirro,ha poi spiegato che l’uomo aveva con se un fucile a canna liscia, una pistola e alcuni coltelli. Il presidente ha quindi ringraziato la first Melania “per il coraggio e la pazienza” in questa cirocostanza estrema e ha promesso che entro un mese la serata sarà riorganizzata.
Il tycoon ha parlato ai giornalisti in modo inusualmente calmo e ringraziato il Secret Service. Ma l’incidente ha provocato shock tra i corrispondenti e gli abitanti della capitale americana. Il corrispondente de La Stampa, Alberto Simoni, che si trovava a pochi metri dall’incidente ha raccontato all’ANSA che al suono degli spari “la gente si è buttata sotto i tavoli o dietro le colonne cercando un riparo” in preda al panico. Il veterano della Cnn, Wolf Blitzer, anche lui a pochi metri dallo sparatore, è stato salvato da un agente del Secret Service che lo ha buttato a terra.
Trump, vittima di un tentato assassinio durante un evento per la campagna elettorale del 2024 in Pennsylvania, ha chiesto agli americani “di risolvere le differenze pacificamente”. “Non è la prima volta nell’ultimo paio di anni che i repubblicani vengono attaccati o uccisi. Alla luce di questa sera, chiedo agli americani di risolvere le differenze pacificamente. Vale per i repubblicani, i democratici, gli indipendenti, i progressisti”, ha detto riferendosi anche all’omicidio del leader del movimento di destra Turning Point, Charlie Kirk. La vedova, Erica, era presente al gala e, comprensibilmente, è rimasta sotto shock per la sparatoria. “Voglio solo andarmene”, avrebbe detto la donna a un reporter della Cnn dopo l’incidente.
Quello che adesso l’Fbi e la polizia di Washington dovranno stabilire è come sia possibile che un uomo armato fino ai denti sia riuscito ad entare ad un evento al quale era presente non solo il commander-in-chief ma anche mezzo governo. Per Trump il luogo del gala “non è particolarmente sicuro”.