CANBERRA – Il mercato del lavoro australiano continua a mostrare una tenuta superiore alle attese, ma l’aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi e il rischio di nuove spinte inflazionistiche stanno peggiorando le prospettive economiche.

I dati diffusi ieri dall’Australian Bureau of Statistics hanno registrato oltre 76mila nuovi posti di lavoro nel mese di giugno. Il risultato ha rafforzato la convinzione degli operatori finanziari che la Reserve Bank of Australia (RBA) possa rialzare i tassi d’interesse per la quarta volta nel 2026.

I mercati ritengono ora quasi certo un nuovo rialzo entro Natale, mentre soltanto poche settimane fa la probabilità era stimata attorno al 50 per cento.

Le preoccupazioni non dipendono soltanto dall’andamento interno. La ripresa delle ostilità in Medio Oriente ha spinto nuovamente verso l’alto il prezzo del petrolio, creando il rischio di un’altra fase di rincari per famiglie e imprese.

Il Brent è passato nelle ultime settimane da 72 a oltre 100 dollari americani al barile. In base alle stime comunemente utilizzate, ogni dollaro aggiuntivo sul prezzo del greggio può tradursi in circa un centesimo in più al litro alla pompa.

Dal 2 agosto, il pieno ripristino dell’accisa federale aggiungerà inoltre 16 centesimi al litro. La combinazione dei due fattori potrebbe riportare il prezzo della benzina oltre i due dollari in numerose aree del Paese.

Gli economisti della National Australia Bank (NAB) ritengono che l’aumento dei costi energetici possa essere più prolungato rispetto a un semplice picco temporaneo. Le recenti tensioni internazionali indicano, a loro giudizio, una fase più persistente e difficile da assorbire.

I dati sull’inflazione del trimestre di giugno, attesi la prossima settimana, saranno centrali per la riunione della RBA di agosto. Le cifre potrebbero tuttavia risultare già superate dagli ultimi rincari del petrolio.

Nonostante l’aumento dell’occupazione, il tasso di disoccupazione del 4,4 per cento resta superiore alla previsione del 4,2 per cento formulata dalla Banca centrale per il trimestre. Il dato suggerisce un mercato del lavoro meno forte di quanto inizialmente atteso.

Belinda Allen, responsabile dell’analisi economica australiana della Commonwealth Bank, ha osservato che il petrolio più caro rischia di alimentare l’inflazione e, nello stesso tempo, frenare la crescita.

Il Victoria presenta il quadro più fragile, con la disoccupazione salita al 5,1 per cento. La portavoce federale dell’opposizione per l’Occupazione, Jane Hume, ha accusato i governi Allan e Albanese di non avere creato condizioni sufficienti per favorire investimenti, crescita e nuovi posti di lavoro.