SYDNEY - La Coalizione non esclude un’intesa con One Nation per estromettere il Partito laburista dal governo, mentre i maggiori partiti attribuiscono la crescita del movimento di Pauline Hanson alla rabbia degli elettori su economia, immigrazione e costo della vita.
Gli ultimi sondaggi hanno mostrato One Nation davanti al Partito laburista nel voto primario, con la Coalizione scivolata a una lontana terza posizione. Il dato ha riaperto il dibattito su preferenze, alleanze tattiche e capacità dei partiti tradizionali di intercettare un elettorato sempre più insofferente.
Il primo ministro Anthony Albanese ha indicato le difficoltà economiche come una delle cause principali dell’ascesa populista e ha promesso una riduzione del numero di migranti in ingresso. Il tema è diventato centrale nel confronto politico, con i Nazionali che chiedono una linea più netta e il Partito laburista che tenta di presentare il budget di maggio come risposta alle preoccupazioni degli elettori.
Murray Watt, esponente di primo piano del governo, ha detto che l’esecutivo sta intervenendo con misure come la riforma fiscale. “Sappiamo che molti australiani stanno facendo fatica - ha detto -. Stanno mandando un messaggio ai grandi partiti: vogliono che facciamo meglio, vogliono che le cose cambino”.
Il Partito laburista ha anche avviato una campagna pubblicitaria sui social media, chiedendo ai propri sostenitori donazioni per contrastare One Nation. La mossa indica che il partito considera ormai la crescita di Hanson non solo un problema per la destra, ma anche una minaccia diretta al proprio elettorato.
Il leader dell’opposizione Angus Taylor ha attaccato il governo, sostenendo che il budget abbia ulteriormente danneggiato la fiducia nella politica, soprattutto dopo che il Partito laburista aveva in passato escluso modifiche agli incentivi fiscali per gli investitori, ora invece previste.
Taylor ha affermato che la Coalizione è pronta a lavorare con altri soggetti politici per sconfiggere i Laburisti alle prossime elezioni federali e non ha escluso un accordo sulle preferenze con One Nation. “Le persone sono arrabbiate in tutta l’Australia - ha detto ai giornalisti a Sydney -. Ne hanno abbastanza di questo governo Laburista marcio, che sta portando il Paese nella direzione sbagliata”.
La Coalizione si oppone alle modifiche del governo su negative gearing e capital gains tax, due interventi fiscali destinati a diventare terreno di scontro nella campagna elettorale.
L’ultimo Newspoll, pubblicato da The Australian, ha mostrato One Nation in crescita di quattro punti al 31 per cento nel voto primario, davanti al partito laburista, sceso di un punto al 30 per cento. La Coalizione ha perso altri due punti, fermandosi al 18 per cento.
Il leader dei Nazionali, Matt Canavan, ospite di Sky News, ha dichiarato che molti australiani sentono di star arretrando economicamente. Secondo Canavan, gli elettori chiedono meno immigrazione, più attenzione al costo della vita, tassi d’interesse più bassi e spesa pubblica sotto controllo.
Il ministro del Commercio Don Farrell ha ridimensionato la portata del fenomeno, sostenendo che i partiti populisti “vanno e vengono”. Secondo Farrell, il Partito laburista non ha nulla da temere da One Nation: a preoccuparsi, ha detto, dovrebbe essere soprattutto la Coalizione.