VERBANIA - Si è chiuso con una condanna e un’assoluzione il processo con rito abbreviato celebrato a Verbania per la morte di Margherita Lega, la donna precipitata nel luglio 2024 da una teleferica all’Alpe Drocala, nel territorio comunale di Calasca-Castiglione, nel Verbano-Cusio-Ossola. 

La vittima stava caricando sull’impianto a fune i bagagli con cui avrebbe dovuto raggiungere insieme al marito e ai due figli, di nove e cinque anni, un ecovillaggio immerso nella natura. 

La teleferica era destinata originariamente al trasporto della legna ma veniva utilizzata anche dagli ospiti della struttura ricettiva per trasportare bagagli e materiali. 

Il gup Rosa Maria Fornelli ha assolto Damiano Brega, titolare dell’autorizzazione per la costruzione della teleferica, “perché il fatto non costituisce reato”. 

È stato invece condannato a otto mesi Franco Baldacci, l’uomo che si trovava a monte dell’impianto e che azionò materialmente la teleferica senza sapere che a valle ci fosse qualcuno intento a caricare i bagagli. 

Per entrambi gli imputati il pubblico ministero Nicola Mezzina aveva chiesto una condanna a un anno e quattro mesi. 

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni. 

Resta ancora aperta la posizione del terzo imputato, Marco Bertaglia, presidente dell’associazione Comunità Rigenerative, che gestisce l’ecovillaggio dove la famiglia di Margherita Lega avrebbe dovuto trascorrere le vacanze. 

La giudice ha invitato la Procura a riformulare il capo d’imputazione eliminando l’aggravante relativa alla violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro.