ROMA - Non ci sarebbe un gruppo di hacker organizzati dietro al tentativo di ottenere in anticipo le domande dei test di ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, ma una sola studentessa di 21 anni.
La giovane, studentessa fuori sede domiciliata a Roma e iscritta a una facoltà diversa da Medicina, è stata denunciata dalla Polizia perché ritenuta responsabile dei reati di sostituzione di persona e tentato accesso abusivo a sistema informatico.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Bologna, è nata da un esposto presentato a gennaio dal Cineca, il consorzio interuniversitario che per conto del ministero dell’Università e della Ricerca ha gestito gli esami.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la studentessa avrebbe predisposto una campagna mirata di phishing contro il Cineca, inviando false comunicazioni di posta elettronica costruite per impersonare figure istituzionali e ottenere illecitamente, prima delle prove, le domande dei test universitari.
I primi tentativi sarebbero avvenuti il 7 dicembre scorso, con e-mail fraudolente contenenti richieste insistenti sui testi d’esame previsti per la prova di Fisica del 10 dicembre 2025. Altri tentativi sarebbero stati compiuti il 9 dicembre.
Il Cineca, che ha sede a Casalecchio di Reno, nel Bolognese, non ha risposto alle richieste e ha contattato il Nucleo operativo per la sicurezza cibernetica regionale, facendo partire le indagini.
Il consorzio aveva curato la parte informatica e logistica degli esami obbligatori di Chimica, Fisica e Biologia previsti nei due appelli del 20 novembre e del 10 dicembre, al termine del cosiddetto semestre filtro di Medicina.
Le indagini sono state condotte dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica Emilia-Romagna, con il coordinamento della Polizia postale.
Gli accertamenti tecnici hanno permesso di risalire all’identità della presunta autrice. Durante la perquisizione domiciliare sono stati sequestrati dispositivi informatici e documentazione che, secondo la Polizia, avrebbero fatto emergere elementi indiziari significativi a suo carico.
La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha espresso apprezzamento per l’operazione contro “qualche furbetto”, sottolineando che “aver garantito correttezza, trasparenza e rispetto delle regole nelle prove del semestre aperto ha significato assicurare pari opportunità a tutte le studentesse e gli studenti, valorizzando esclusivamente l’impegno, lo studio e il merito”.