WASHINGTON - Donald Trump ha informato in termini ufficiali il Congresso che gli Stati Uniti hanno ripreso gli attacchi militari contro l’Iran, aprendo una nuova finestra operativa per le forze americane nell’area dello US Central Command senza un voto immediato dei parlamentari.

In una lettera di due pagine inviata venerdì, il presidente ha comunicato che i raid contro l’Iran sono ripresi il 7 luglio, rispettando l’obbligo previsto dal War Powers Act. La legge impone al comandante in capo di notificare al Congresso, entro due giorni, l’impiego di azioni militari all’estero.

Trump ha scritto che le forze di terra statunitensi non sono coinvolte e che gli attacchi sono “limitati, misurati, pianificati ed eseguiti” per ridurre al minimo le vittime civili. Dopo la notifica, l’esercito americano può restare impegnato nella regione per 60 giorni, con una possibile estensione presidenziale di altri 30. Oltre quel limite, diviene necessaria l’autorizzazione del Congresso.

La nuova comunicazione viene inoltrata dopo una precedente lettera del primo maggio, nella quale Trump aveva sostenuto che il fragile cessate il fuoco con Teheran avesse fermato il conteggio dei 60 giorni il 7 aprile, circa cinque settimane dopo l’inizio della guerra, il 28 febbraio.

Il fronte centrale resta lo Stretto di Hormuz, passaggio marittimo attraverso cui transita di norma circa il 20% del petrolio e del gas mondiale. Stati Uniti e Iran si contendono il controllo della rotta, dopo settimane di attacchi a navi commerciali e raid militari.

Ieri, Trump ha annunciato il ripristino del blocco navale nello stretto, con avvio formale martedì alle 16, ora della costa orientale americana. Su Truth Social ha dichiarato che gli Stati Uniti saranno d’ora in avanti “il guardiano dello Stretto di Hormuz” e ha chiesto che Washington venga rimborsata con una quota del 20% su tutti i carichi trasportati attraverso la via marittima, per coprire i costi della sicurezza.

La settimana scorsa, le forze militari statunitensi hanno condotto quattro ondate di attacchi contro l’Iran, attribuendo l’azione agli attacchi ai danni di navi commerciali in transito nello stretto. Secondo CENTCOM, sono stati colpiti oltre 300 obiettivi all’interno del Paese; l’ultima serie di raid è stata completata domenica.

Durante il recente vertice NATO, Trump aveva già dichiarato “finito” il cessate il fuoco con l’Iran. Nella lettera al Congresso ha sostenuto di avere ordinato l’azione militare in linea con la responsabilità di proteggere cittadini e interessi statunitensi, in patria e all’estero, e di tutelare la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti.

La notifica non chiude lo scontro istituzionale. Al contrario, rimette al centro il rapporto tra poteri presidenziali di guerra e controllo del Congresso, in una crisi che coinvolge energia, rotte commerciali e stabilità del Medio Oriente.