MELBOURNE - La riforma elettorale annunciata dal governo Allan potrebbe dimezzare il numero di partiti presenti nel parlamento del Victoria.

In vista delle elezioni di novembre, il governo Laburista di Jacinta Allan ha anticipato l’intenzione di modificare il sistema di voto per la Camera alta, abolendo il group ticket voting, noto come GTV. Il Victoria è l’ultima giurisdizione australiana a utilizzare questo meccanismo, che consente ai partiti di assegnare le preferenze nelle elezioni per il Consiglio legislativo.

Il sistema è stato a lungo criticato per risultati giudicati poco rappresentativi. Il caso più citato resta quello di Transport Matters, che nel 2018 conquistò un seggio pur essendo il dodicesimo partito per voti, con appena lo 0,6% del totale.

Secondo l’analista elettorale William Bowe, fondatore del sito Poll Bludger, il meccanismo è stato spesso sfruttato dai partiti minori tramite accordi incrociati sulle preferenze. Se quindici partiti ottenevano ciascuno l’1%, ha spiegato, potevano indirizzare le preferenze gli uni verso gli altri e costruire una “palla di neve” capace di raggiungere il 15%.

Nel 2022, dieci partiti ottennero seggi nella Camera alta: Partito laburista, Liberali, Nazionali, Verdi, Legalise Cannabis, Democratic Labour, One Nation, Animal Justice, Liberal Democrats e Shooters, Fishers and Farmers.

Senza il GTV, Bowe prevede che le possibilità dei micro-partiti diventino minime. A suo giudizio, i seggi saranno divisi soprattutto tra Coalizione, Partito laburista, Verdi e One Nation. Questo renderebbe la Camera alta meno frammentata, ma anche più concentrata attorno alle forze già riconoscibili nell’elettorato.

I numeri aggregati elaborati da Bowe indicano una corsa molto stretta tra i primi tre blocchi: Coalizione al 26,6%, One Nation al 25,6% e Partito laburista al 24,1%. Con percentuali simili, ciascuno di questi partiti sarebbe in posizione per eleggere almeno un membro in ognuna delle otto regioni.

Per One Nation sarebbe un balzo netto. Nel 2022 il partito aveva ottenuto circa il 2% e un solo seggio nel Consiglio legislativo. Con il nuovo scenario, il voto primario avrebbe un peso più diretto e potrebbe tradursi in una rappresentanza molto più ampia.

Il beneficiario più stabile, però, secondo Bowe, sarebbero i Verdi. In passato il partito è stato spesso penalizzato dagli accordi tra micro-formazioni, pur avendo una base elettorale più ampia. Nel 2022 ottenne quattro seggi con il 10,3% dei voti. Nel ciclo precedente aveva raccolto il 9,3%, ma aveva eletto un solo membro.

Oggi i Verdi sono stimati al 13,5%. Con l’abolizione del GTV, potrebbero competere per un seggio in ogni regione, senza dipendere dai trasferimenti opachi delle preferenze. Per Bowe, la loro rappresentanza diventerebbe più prevedibile, con circa cinque seggi come risultato ricorrente.

La riforma, se approvata, cambierebbe quindi non solo le regole tecniche del voto, ma l’equilibrio politico del parlamento statale.