WASHINGTON - Una persona è rimasta uccisa a Biddeford, nel Maine, in una sparatoria che ha visto coinvolti gli agenti dell’Ice (l’agenzia federale per l’immigrazione e il controllo delle dogane).

A rendere noto l’episodio è stato il presidente della Camera dei Rappresentanti locale, Ryan Fecteau, tramite una pubblicazione su Facebook: “Una persona è morta. L’Ice è stato coinvolto. La Polizia di Stato e il Dipartimento di Pubblica Sicurezza sono già sul posto a raccogliere informazioni e ci aspettiamo che indaghi anche l’Fbi”.  

La polizia di Biddeford ha confermato a Cnn il verificarsi di “un’incidente poliziale” nell’area, precisando che al momento non vi sono minacce per la popolazione, pur rifiutandosi di fornire ulteriori dettagli sul movente o sulla dinamica. Nel frattempo, la Cnn ha già contattato sia l’Ice sia il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale per richiedere un commento ufficiale sulla vicenda. 

L’episodio ha scatenato un’immediata reazione politica. La rappresentante democratica del Maine alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, Chellie Pingree, si è detta “costernata e arrabbiata” alla notizia della sparatoria, chiedendo un’indagine formale sull’accaduto e rivolgendo un duro quesito agli agenti federali: “Cosa ci fanno nel Maine?”. 

La tragedia arriva a meno di una settimana di distanza da un altro caso analogo avvenuto in Texas. Pochi giorni fa, il cittadino messicano Lorenzo Salgado Araujo è stato ucciso a colpi di arma da fuoco da un agente dell’Ice, durante un controllo stradale a Houston, mentre si stava recando al lavoro.

Sebbene l’agenzia avesse inizialmente descritto l’intervento come un’operazione di controllo mirata, una fonte interna ha successivamente rivelato che Salgado Araujo non era in realtà l’obiettivo del blitz. Quell’uccisione ha già innescato proteste di massa e pressanti richieste di trasparenza e responsabilità. 

La tensione intorno alla condotta dei corpi federali è ai massimi storici negli Stati Uniti. I primi mesi dell’anno erano già stati segnati da profonde mobilitazioni a seguito della morte di Renee Good, una madre di 37 anni, e di Alex Pretti, un infermiere di terapia intensiva della stessa età, entrambi uccisi da agenti dell’immigrazione durante un’operazione governativa a Minneapolis. 

Il territorio del Maine non è nuovo a pesanti frizioni legate alle politiche migratorie federali. Lo scorso gennaio, lo Stato era stato teatro della “Operation Catch of the Day” (“Operazione cattura del giorno”), una campagna di controlli che aveva spinto l’Aclu (l’Unione americana per le libertà c ivili) e altri gruppi di attivisti a intentare una causa legale contro gli agenti federali, accusati del “sequestro di un immigrante con status legale” durante le operazioni. 

In risposta ai fatti di Biddeford, la rete dell’attivismo locale si è mobilitata immediatamente. Il gruppo Maine Resists ha indetto una manifestazione comunitaria d’emergenza per il mezzogiorno di oggi. Contemporaneamente, l’organizzazione Project Relief, attiva sul fronte della giustizia razziale e della tutela dei diritti dei migranti, ha annunciato di essersi già messa in contatto con la famiglia della vittima.