MILANO - È stato proiettato in aula il video degli ultimi istanti di Pamela Genini, la giovane uccisa il 14 ottobre 2025 nel suo appartamento di via Iglesias, a Milano.
Le immagini, riprese dalla body cam degli agenti intervenuti per salvarla, sono state mostrate nel processo davanti alla Corte d’Assise di Milano a carico dell’ex compagno Gianluca Soncin, imputato per omicidio pluriaggravato.
Il filmato documenta l’arrivo delle volanti e il tentativo degli agenti di entrare nell’abitazione. Pamela, secondo quanto ricostruito in aula, riuscì a rispondere al citofono e a far salire le forze dell’ordine usando una frase in codice: “Glovo, secondo piano”. Quelle parole, ha spiegato Serafina Di Vuolo, responsabile dell’Ufficio prevenzione generale della Questura di Milano, furono interpretate come “un chiaro segnale di pericolo di vita”.
Poco dopo, mentre gli agenti cercavano di entrare in casa, Soncin avrebbe impedito l’accesso. “Quando noi stavamo entrando in casa, Soncin ci sbatteva la porta in faccia mentre Pamela moriva”, ha detto in aula la funzionaria di polizia.
Secondo l’accusa, il cinquantatreenne si era procurato un doppione delle chiavi dell’appartamento, aveva fatto irruzione in casa della giovane e l’aveva colpita con 76 fendenti. Prima dell’aggressione, Pamela era riuscita a chiedere aiuto via WhatsApp a un amico, Francesco Dolci: “Non so che fare, chiama la Polizia. È da denuncia... digli di non suonare”.
La sequenza è stata ricostruita attraverso la testimonianza della funzionaria di polizia e i filmati acquisiti nell’indagine. Le immagini, crude, sono state proiettate su un maxischermo davanti alla Corte presieduta da Antonella Bertoja. In aula era presente anche Soncin, seduto in prima fila.
A mostrare i video nel corso del dibattimento sono state le pm Alessia Menegazzo e Letizia Mannella, responsabile del dipartimento che si occupa anche di violenza di genere.