WASHINGTON - “Hamas ha tempo fino alle 18 di domenica per accettare l’accordo. Poi sarà l’inferno”: Donald Trump invia l’ultimatum finale al gruppo islamista.
Il presidente statunitense, autore di un piano in 20 punti per risolvere la crisi a Gaza, pone un termine perentorio: il sì di Hamas deve arrivare entro le 18 statunitensi di domenica 5 ottobre.
Hamas ha fatto sapere nelle ultime ore di non aver ancora valutato integralmente il piano, reso pubblico nei dettagli all’inizio della settimana. Secondo la prima scadenza fissata da Trump, la risposta sarebbe dovuta arrivare entro 3‑4 giorni.
“Un accordo deve essere raggiunto con Hamas entro domenica sera alle 18”, scrive Trump su Truth, affermando che “ogni altro Paese ha accettato”.
Il post continua dicendo che “se quest’ultima chance di arrivare a un accordo non sarà raggiunta, tutto l’inferno, come non si è mai visto prima, si scatenerà contro Hamas”. Inoltre, il presidente Trump assicura anche che “come risposta all’attacco del 7 ottobre contro la civiltà, oltre 25mila ‘soldati’ di Hamas sono già stati uccisi. La maggior parte dei restanti sono circondati e militarmente intrappolati, e si aspetta - conclude - solo il mio ‘andate’ perché le loro vite vengano velocemente cancellate”.
Invece, se rilasceranno gli ostaggi vivi e consegneranno i corpi dei morti, verranno risparmiate “le vite di tutte i combattenti di Hamas rimasti”.
Nel suo post il presidente Usa si rivolge poi “a tutti i palestinesi innocenti”, chiedendo di “lasciare immediatamente questa area di potenziale grande morte sicura”, per recarsi “nelle zone di Gaza più sicure”, dove — sostiene il presidente statunitense — “tutti saranno ben accuditi da chi aspetta di recare aiuto”.