KIEV - L’esito delle elezioni di midterm negli Stati Uniti riaccende le speranze del governo ucraino su una possibile accelerazione del sostegno militare e finanziario da parte di Washington. In un’intervista rilasciata all’emittente tedesca ZDF, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha commentato il nuovo scenario politico statunitense espresso dalle urne: “Sono grato anche ai Repubblicani, ma i Democratici parlano molto chiaramente di sostenere l’Ucraina, di fornire aiuti all’Ucraina. Parlano di rinnovare i legami tra Stati Uniti ed Europa. Per questo c’è la speranza che si raggiunga un equilibrio di potere e che riceveremo maggiore sostegno”.
Zelensky ha poi evidenziato l’impatto che il cambio di maggioranza al Congresso potrà produrre sulle dinamiche del conflitto: “Se il Congresso ora parla di un forte sostegno finanziario o di aiuti militari, proprio come sta facendo e dimostrando oggi l’Europa, allora questo sarà uno sviluppo positivo che influenzerà Putin”.
Oltre alle valutazioni sul voto Usa, il presidente ucraino ha annunciato importanti novità sul fronte negoziale con una nota pubblicata sul proprio profilo X. Zelensky ha riferito di aver avuto un colloquio “molto dettagliato, durato un’ora e mezza, con Steve Witkoff e Jared Kushner”, aggiungendo: “Stiamo preparando un incontro trilaterale a livello di delegazioni tra Ucraina, Stati Uniti e Russia, che si terrà tra meno di una settimana”.
Il leader ucraino ha delineato la serrata agenda diplomatica, che prevede un tavolo dedicato alla ricostruzione a Bruxelles e un secondo vertice incentrato sulle garanzie di sicurezza per Kiev. Contestualmente, Zelensky ha ribadito la determinazione ad accelerare i tempi del confronto: “I negoziati devono procedere a pieno ritmo per porre fine a questa guerra il più rapidamente possibile. L’Ucraina è pronta a compiere i passi necessari. Le nostre proposte sono chiare e le abbiamo consegnate alla parte statunitense”.
Nel corso delle interlocuzioni con i rappresentanti Usa si è parlato anche del potenziamento della difesa aerea: “Abbiamo bisogno di missili intercettori per i sistemi Patriot per proteggere le vite dagli attacchi russi”, ha chiarito Zelensky, sollecitando l’avanzamento dei dossier bilaterali e in particolare dell’accordo sui droni. Ringraziando Washington per il supporto fornito, il presidente ha concluso riaffermando che “la pace non ha alternative e le garanzie di sicurezza del dopoguerra devono essere davvero ferree”.
Sul versante dei canali d’intermediazione internazionale si registra la presa di posizione della Turchia. Citato dall’agenzia di stampa Anadolu, il presidente Recep Tayyip Erdogan ha confermato che il suo Paese “continuerà gli sforzi per porre fine alla guerra” e ha manifestato l’intenzione di “tenere colloqui con il presidente russo Vladimir Putin dopo il suo incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky”.
Interpellato dai cronisti sulle dichiarazioni di Ankara, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha precisato che “al momento non ci sono contatti” programmati per organizzare un colloquio telefonico tra i due leader, sottolineando tuttavia che un confronto potrà “essere organizzato rapidamente se fosse necessario”.
Mentre la diplomazia cerca spazi di manovra, la notte ha fatto registrare nuovi duri scontri sul campo. Una delle più imponenti raffinerie di petrolio russe, situata nell’oblast di Ryazan, è stata bersaglio di un attacco sferrato dai droni di Kiev. Filmati diffusi sulle piattaforme social e dal canale Telegram Exilenova+ documentano l’entrata in funzione delle contraeree russe seguita da potenti esplosioni, con fiamme e denso fumo nero levatisi dall’area industriale.
Il governatore della regione di Ryazan, Pavel Malkov, ha confermato che la zona è stata investita da un attacco massiccio: “Sono scoppiati incendi in alcuni impianti industriali a Ryazan”, ha dichiarato, spiegando che la caduta dei detriti dei velivoli abbattuti ha provocato danni estesi alle linee elettriche, lasciando interi quartieri privi di corrente e mandando in frantumi le vetrate della scuola n. 58, con la conseguente sospensione delle lezioni.
Dal canto suo, il Ministero della Difesa di Mosca ha reso noto che i propri sistemi di difesa aerea hanno intercettato e distrutto complessivamente 496 droni ucraini ad ala fissa sopra i territori regionali e le acque dei mari Nero e d’Azov. Il bilancio del dicastero russo conferma i danni alle strutture industriali e alla rete elettrica del capoluogo Ryazan, registrando inoltre il ferimento di una persona in un’altra località dell’oblast.
Parallelamente, le forze armate russe hanno condotto un raid nel Mar Nero. Secondo una nota ufficiale del Ministero della Difesa di Mosca, le truppe russe hanno colpito nella notte una nave mercantile carca di equipaggiamento militare, specificando che l’imbarcazione “è stata speronata nel Mar Nero, a 52 km a sud-ovest di Odessa”.