LONDRA - Si sono chiuse le urne a Makerfield, dove gli elettori hanno votato in un’elezione suppletiva che potrebbe avere conseguenze rilevanti per il futuro del Labour Party e per la leadership del primo ministro Keir Starmer.
Andy Burnham, sindaco di Greater Manchester e candidato Laburista nel collegio, ha impostato la campagna come un voto per cambiare la politica. Il suo obiettivo dichiarato è tornare a Westminster, ma il significato reale della sfida va oltre il seggio: una vittoria netta potrebbe rafforzare la pressione su Starmer e aprire la strada a una contesa per Downing Street.
Mercoledì (ora locale) il primo ministro ha detto di essere pronto a offrire a Burnham un incarico “importante” nel governo in caso di vittoria. Gli alleati del sindaco hanno però escluso che l’offerta lo interessi, sostenendo che il suo vantaggio politico stia proprio nel non essere associato ai fallimenti dell’esecutivo.
Starmer insiste di non avere alcuna intenzione di farsi da parte. Secondo quanto riportato da The Times, avrebbe già raccolto fondi da donatori privati per finanziare una campagna interna contro un eventuale tentativo di spodestarlo. Le promesse di contributi sarebbero arrivate a sei cifre negli ultimi giorni.
Nel campo di Burnham, invece, si spera in una “incoronazione”, cioè in un passo indietro spontaneo di Starmer, evitando una sfida formale che potrebbe danneggiare ulteriormente il marchio Laburista. Il quotidiano The Guardian ha riferito che alcuni ministri favorevoli a Burnham sarebbero stati convinti a non dimettersi prima del voto, per evitare che il governo precipitasse nel caos alla vigilia dell’elezione.
Anche Wes Streeting, ex ministro della Sanità e potenziale candidato alla leadership, è entrato nella partita. Avrebbe incontrato Burnham durante la campagna elettorale a Makerfield, ma una fonte ha negato che siano stati raggiunti accordi. Streeting potrebbe comunque spingere per aprire la corsa già dalla prossima settimana.
In un video pubblicato su X all’apertura delle urne, Burnham ha definito il voto “una by-election del cambiamento”, rivendicando il lavoro svolto nel Greater Manchester su una politica centrata sui territori, non sui giochi di partito.
Il principale avversario locale di Burnham è Robert Kenyon, candidato di Reform UK, il partito di Nigel Farage. I sondaggi indicano però una perdita di voti verso Restore Britain, formazione più a destra e con una linea ancora più rigida sull’immigrazione. Burnham ha invitato gli elettori a non scegliere Reform, avvertendo che una sua vittoria aprirebbe la strada a una politica “più oscura e più divisa”.
Oltre a Makerfield, si vota anche in due collegi scozzesi, Aberdeen South e Arbroath and Broughty Ferry, lasciati vacanti da deputati dello Scottish National Party (SNP) eletti al Parlamento scozzese. Ma il centro politico della serata resta il Greater Manchester: da Makerfield può partire la fase più conflittuale del Labour Party.