SYDNEY – Leah Stewart ha raccontato il momento in cui ha reagito all’attacco di un grande squalo bianco lungo circa quattro metri a Coogee Beach, spiegando che la volontà di tornare dalla figlia le ha dato la forza di colpire ripetutamente l’animale fino a riuscire a liberarsi.

Il 13 giugno, la 35enne stava terminando una nuotata quando è stata assalita nelle acque della periferia orientale di Sydney.

L’attacco le ha provocato gravissime ferite e lacerazioni a braccia e gambe, una massiccia perdita di sangue e l’amputazione del braccio sinistro dopo una serie di interventi chirurgici.

In un’intervista al programma 60 Minutes di Nine, Stewart ha raccontato di essersi trovata faccia a faccia con lo squalo a circa 30 centimetri di distanza.

“Mi sono chiesta quale arto fossi disposta a perdere - ha detto -. Sono destrorsa, quindi ho deciso di provare con un gancio sinistro”.

Quando l’animale l’ha trascinata sott’acqua, la donna ha reagito pensando alla figlia.

“Non mi porterai via da mia figlia”, ha ricordato di avere pensato, prima di girarsi e colpire lo squalo più volte.

“Era come combattere contro un dinosauro. Era enorme. Era come colpire un muro di mattoni”, ha raccontato.

Stewart ritiene di essere riuscita infine a mettere a segno un colpo sufficientemente forte da indurre l’animale a lasciarla andare.

A intervenire fu Charlie Verco, volontario del servizio di salvataggio fuori servizio che si stava allenando per una gara di paddleboard.

Il 25enne riuscì a raggiungerla e a farla aggrappare a un supporto sulla parte anteriore della tavola, nonostante la gravità delle ferite.

Una volta riportata a riva, Stewart riprese conoscenza mentre bagnini e un medico fuori servizio iniziavano le manovre di rianimazione in attesa dell’arrivo dell’ambulanza.

Agenti della squadra anti-sommosse, presenti in numero maggiore nella zona dopo l’attentato di Bondi, disponevano di lacci emostatici che furono utilizzati per contenere l’emorragia.

La donna venne successivamente trasferita al St Vincent’s Hospital e mantenuta in coma farmacologico per oltre una settimana.

Negli ultimi mesi Stewart ha affrontato un lungo percorso di recupero. Una raccolta fondi organizzata per sostenere lei e la sua famiglia ha superato i 550mila dollari.

In un recente aggiornamento ha scritto di sentirsi come se avesse ricevuto “una seconda possibilità nella vita”.

Il racconto della sopravvissuta è stato trasmesso mentre il governo del New South Wales amplia le misure di protezione contro gli squali in vista della primavera.

Per la prima volta sono state installate due boe di rilevamento nel Sydney Harbour, vicino a Balmoral e Lady Bay.

Da domani la sorveglianza con droni sarà estesa a oltre 90 spiagge.

Marcel Green, responsabile del programma statale di gestione degli squali, ha dichiarato che il NSW avrà la copertura con droni più ampia al mondo, con almeno un dispositivo operativo ogni fine settimana in ciascuna area municipale e uno attivo 365 giorni l’anno dall’alba al tramonto.

Il ministro statale dell’Agricoltura Tara Moriarty ha inoltre confermato che le reti antisqualo saranno reinstallate in 51 spiagge.