MELBOURNE - Nel bilancio presentato martedì scorso dalla Tesoriera del Victoria Jaclyn Symes, il multiculturalismo occupa uno spazio limitato e senza significativi aumenti strutturali di finanziamento. Sebbene le cifre ufficiali indichino la prosecuzione degli investimenti, un’analisi più approfondita mostra che gran parte delle risorse deriva da fondi già esistenti, prorogati o riorganizzati, con una crescita modesta rispetto alle aspettative emerse dalla Multicultural Review del 2025.
Durante la presentazione del budget, i rappresentanti di IMMA - Independent Multicultural Media Australia hanno chiesto a Symes di indicare i dettagli specifici riguardo “alle comunità multiculturali, alle iniziative e agli investimenti”.
La risposta della Tesoriera: “Mi piacerebbe poter essere davvero specifica su questo”, aggiungendo però di “non avere i dettagli a portata di mano”.
“Esistono una serie di iniziative così come, ovviamente, il passaggio dalla Victorian Multicultural Commission al nuovo organismo, e tutto questo è sostenuto dai finanziamenti previsti nella manovra”, ha dichiarato Symes.
Sulla carta, il bilancio presenta numeri che suggeriscono continuità nell’impegno del governo. Sono previsti 5,3 milioni di dollari per il programma di sostegno agli anziani delle nostre comunità, 3,4 milioni per iniziative guidate dalle comunità contro il razzismo - inclusi antisemitismo e islamofobia - e altri 3,4 milioni destinati al supporto di persone in fuga da guerre e persecuzioni attraverso servizi abitativi, sanitari, educativi e sociali.
Queste misure rientrano in un pacchetto più ampio da 128,3 milioni di dollari distribuiti tra diversi dipartimenti governativi, presentato come parte dell’impegno verso “un Victoria multiculturale più forte e più sicuro”.
L’istruzione continua a rappresentare uno dei principali settori di investimento. Il budget prevede 9,1 milioni di dollari per homework club e programmi di coinvolgimento degli studenti, 3,6 milioni per programmi linguistici nella prima infanzia e 61,9 milioni per il sostegno agli studenti che studiano inglese come lingua aggiuntiva e per i servizi di interpretariato.
Sono inoltre inclusi 8,1 milioni di dollari destinati ai giovani africani e pasifika a rischio di esclusione sociale e 5,5 milioni collegati alle raccomandazioni del South Sudanese Australian Youth Justice Expert Working Group.
Tuttavia, al di là degli annunci, il quadro generale, relativamente alle comunità multiculturali, appare meno ambizioso. Molti dei finanziamenti non sono infatti nuovi, ma rappresentano proroghe, riallocazioni o rifinanziamenti di programmi già esistenti. Le iniziative continuano, ma senza una reale espansione delle risorse.
L’allocazione iniziale per il 2025-26 è pari a 48,2 milioni di dollari. La cifra viene successivamente rivista a 67,2 milioni, ma l’aumento è dovuto in larga parte a trasferimenti di fondi dal 2024-25 e a stanziamenti una tantum legati a revisioni e a episodi specifici, compresi gli interventi successivi agli attacchi di Bondi per contrastare antisemitismo e islamofobia.
Dal 2026-27, gli stanziamenti tornano a 49,5 milioni di dollari, una cifra che di fatto rappresenta il livello base e che rimane sostanzialmente invariata.
Anche la Multicultural Review, intitolata Rebuilding Trust for a Multicultural Victoria, trova scarso riscontro concreto nel bilancio in termini di crescita dei finanziamenti. La revisione era stata guidata da un gruppo di figure di rilievo composto dall’ex presidente della Victorian Multicultural Commission George Lekakis, dal presidente dell’Australian Multicultural Foundation Bulent Dellal, dall’amministratrice delegata del Centre for Multicultural Youth Carmel Guerra, dalla leader della comunità ebraica Miriam Suss e dal senior research fellow del Centre for Resilient and Inclusive Societies Mark Duckworth.
Il rapporto aveva formulato una serie di raccomandazioni volte a rafforzare le strutture e le risorse dedicate al multiculturalismo nel lungo periodo. Tuttavia, nel bilancio non emerge un incremento strutturale degli investimenti né una strategia chiara su come sostenere nel tempo aspettative crescenti, inclusi il supporto ai media multiculturali e alle attività di comunicazione.
I finanziamenti collegati al rapporto appaiono infatti limitati nel tempo e circoscritti, più che integrati in modo permanente nel sistema. Di fatto, il modello esistente sembra essere mantenuto piuttosto che significativamente rafforzato, nonostante gli obiettivi dichiarati dal processo di revisione.
Per le comunità etniche e le organizzazioni del settore, questo potrebbe rappresentare motivo di preoccupazione. Sebbene gli annunci siano ampi e in molti casi positivi, non sono accompagnati da investimenti nuovi o consistenti nel lungo periodo, mentre la traiettoria complessiva della spesa resta sostanzialmente stabile.