ROMA - Dopo le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla governance della Rai, è scoppiata una bagarre in Senato mentre l’aula si apprestava a esaminare il decreto sicurezza.
Il Capo dello Stato, incontrando una delegazione di studenti delle scuole di giornalismo al Quirinale, aveva infatti dichiarato: “Non è accettabile che, dopo un anno e mezzo, al servizio pubblico nazionale manchi ancora l’assetto dei propri organi amministrativi e la Commissione di Vigilanza non sia in grado di esercitare i suoi compiti”.
A innescare la tensione nell’emiciclo è stata la presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia (M5s), che ha preso la parola citando Mattarella: “Ci richiama ai nostri doveri istituzionali”, ha detto, ribadendo che la situazione è “inaccettabile”.
La vicepresidente di turno, Licia Ronzulli (Forza Italia), ha quindi invitato a interrompere l’intervento, ritenendolo fuori dall’ordine dei lavori. “Si calmi. Non si può assistere a una sceneggiata in cui lei mi viene addosso. Toglietele il microfono”, le ha intimato.
Il capogruppo del Pd Francesco Boccia ha sottolineato che “la questione sollevata dalla presidente Floridia riguarda i lavori dell’aula: il Media Freedom Act è da un anno e mezzo oggetto di una richiesta unitaria delle opposizioni ed è tenuto in ostaggio dal governo”. Accuse a cui Ronzulli ha replicato: “Non provocate, perché tanto vado avanti”.
Anche il presidente del gruppo Misto, Peppe De Cristofaro (Avs), ha osservato che “quanto affermato non è fuori tema, visto che questa settimana avremmo dovuto discutere proprio di questo, peraltro in linea con quanto richiamato dal Quirinale”.
Dopo diversi interventi, la senatrice del M5s Ada Lo Preiato ha chiesto una sospensione.
Nel successivo punto stampa a Palazzo Madama, però, le opposizioni hanno rilanciato, e Floridia ha spiegato che avrebbe voluto “convocare nuovamente l’ufficio di presidenza per audire il ministro Giorgetti, che non si pronuncia e tiene bloccata la riforma della Rai”, sostenendo che “c’è stato un atto di palese violenza istituzionale: mi è stato impedito di parlare in aula a nome di una commissione”.
Boccia ha poi rincarato la dose, dichiarando che “quanto avvenuto è l’ennesima dimostrazione dell’insofferenza della maggioranza alle regole. La discussione del Media Freedom Act era in calendario, ma non arriva mai in aula perché il ministro Giorgetti non vuole prendere atto che la Rai non è di proprietà del governo”.
Il presidente dei senatori M5s, Luca Pirondini, ha attaccato Ronzulli: “Ha censurato il presidente della Repubblica, mostrando arroganza e inadeguatezza”. La capogruppo di Italia Viva, Raffaella Paita, ha ironizzato: “È un La Russa che non ce l’ha fatta”.
Infine, De Cristofaro ha concluso: “Togliendo la parola a Floridia, l’ha tolta anche a Mattarella. Siamo di fronte a un ostruzionismo della maggioranza, che serve a mantenere il controllo sulla Rai”.