SYDNEY – Anche Virgin Australia si adegua al nuovo scenario segnato dal rincaro del carburante, riducendo la capacità dei voli e aumentando le tariffe, in linea con quanto già annunciato da Qantas.
Tuttavia, la seconda compagnia aerea del Paese si mostra più fiduciosa nel contenere l’impatto grazie a una strategia di copertura più ampia.
Il gruppo prevede un aumento dei costi del carburante tra i 30 e i 40 milioni di dollari nella seconda metà dell’anno fiscale, una cifra nettamente inferiore rispetto agli 800 milioni stimati da Qantas nello stesso periodo. La differenza è legata in gran parte alla gestione del rischio sui prezzi energetici.
Virgin ha coperto il 92% del fabbisogno di petrolio Brent e il 71% dei margini di raffinazione, limitando l’esposizione alla volatilità del mercato. Una protezione che, almeno nel breve termine, consente alla compagnia di mantenere invariate le previsioni sugli utili.
“Continuiamo a registrare una domanda solida, con i costi del carburante in gran parte compensati dalle coperture e dagli aggiustamenti su prezzi e capacità”, ha spiegato la società in una comunicazione al mercato.
Le misure adottate seguono una logica già vista nel settore: meno voli nelle fasce meno richieste e tariffe più alte per assorbire l’aumento dei costi operativi, che includono anche le spese aeroportuali. Nel secondo trimestre, la capacità domestica scenderà dell’1%, pur restando complessivamente in lieve crescita sull’intero semestre.
Parallelamente, i ricavi per posto disponibile – indicatore chiave della redditività – sono attesi registrare un aumento del 5% nella seconda metà dell’anno e del 6% nel trimestre finale. Un segnale che la compagnia punta a trasferire parte dei costi sui passeggeri, senza compromettere la domanda.
Il carburante resta una voce centrale: nel primo semestre ha rappresentato il 21% delle spese operative, con un consumo di circa 3,4 milioni di barili per un costo di oltre 550 milioni di dollari.
Nonostante il contesto, Virgin prevede risultati migliori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando aveva registrato utili annuali per oltre 660 milioni di dollari.
Resta però l’incognita della volatilità globale. La compagnia sottolinea che continuerà a tenere sotto osservazione l’evoluzione del mercato e a intervenire se necessario. In un settore altamente sensibile ai prezzi energetici, la capacità di adattamento resta la variabile decisiva.