PECHINO - Il presidente cinese Xi Jinping ha accolto oggi il suo omologo russo Vladimir Putin a Pechino con i massimi onori militari. Dopo la stretta di mano e gli onori di rito sul tappeto rosso fuori dalla Grande Sala del Popolo, in Piazza Tiananmen, i due leader hanno dato il via a una serie di colloqui bilaterali cruciali, prima in formato ristretto e poi allargato alle rispettive delegazioni. Al centro dell’agenda, le relazioni commerciali e la risposta comune alle fiammate geopolitiche globali, a cominciare dalla guerra in corso in Iran. 

L’incontro si è aperto con un caloroso scambio di battute che ha ricalcato la forte intesa personale tra i due Capi di Stato. “A quanto ne sappiamo, in Cina si dice: non ci siamo visti nemmeno per un giorno, ma è come se fossero trascorsi tre autunni”, ha esordito Putin per sottolineare la frequenza e l’importanza dei loro contatti. Nel suo discorso introduttivo, il leader del Cremlino ha inoltre elogiato la Russia come “un fornitore affidabile di energia nel contesto della drammatica crisi in Medio Oriente”. 

Dal canto suo, Xi Jinping ha evidenziato come il partenariato tra Mosca e Pechino sia ormai “incrollabile” e capace di resistere a una serie di dure prove storiche: “Se le relazioni tra Cina e Russia hanno raggiunto passo dopo passo un livello così elevato, è perché abbiamo continuamente approfondito la fiducia politica reciproca e il coordinamento strategico con perseveranza, superando innumerevoli sfide”. Una linea condivisa da Putin, che ha definito i rapporti bilaterali “resilienti” e unicamente orientati “al benessere e alla prosperità dei due popoli” 

Il cuore politico del vertice si è focalizzato sulla dura critica all’ordine geopolitico a guida statunitense. Xi Jinping ha spiegato che, nell’attuale scenario internazionale “fluido e turbolento”, si assiste a un pericoloso riemergere di “unilateralismo ed egemonismo”. 

Per contrastare questa deriva, il presidente cinese ha invocato un coordinamento strategico globale di qualità ancora più elevata: “In quanto membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e importanti potenze mondiali, Cina e Russia devono adottare una prospettiva strategica a lungo tempo, lottare insieme contro le divisioni e adoperarsi per rendere il sistema di governance globale più giusto e ragionevole”. 

Il dossier più urgente sul tavolo dei due leader resta l’escalation militare in Medio Oriente e il conflitto in Iran. Di fronte a questo scenario, Xi Jinping ha espresso forte preoccupazione, definendo “inopportune e sconsigliabili” ulteriori ostilità nella regione. 

“Un cessate il fuoco globale è un’esigenza di estrema urgenza”, ha scandito con fermezza il presidente cinese davanti a Putin. “La ripresa o l’ampliamento delle operazioni belliche è del tutto controproducente; in questo momento il mantenimento dei canali negoziali e diplomatici è particolarmente importante. Il desiderio di pace e cooperazione rimane l’unica vera aspirazione dei popoli e lo spirito dei nostri tempi”.