ROMA - Le istituzioni e i leader politici si preparano a celebrare il 25 aprile con iniziative e presenze diverse sul territorio, in un clima che resta segnato dalle tensioni politiche sul significato della Liberazione. 

L’appuntamento ufficiale è fissato all’Altare della Patria a Roma, dove il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana per la deposizione della corona d’alloro. Per molti esponenti della maggioranza, al momento, la giornata istituzionale si limita a questo momento. 

Diversa l’agenda del vicepremier Antonio Tajani, che sarà alle Fosse Ardeatine per rendere omaggio alle vittime della strage nazifascista e poi a Ferentino, mentre resta in definizione quella dell’altro vicepremier, Matteo Salvini. 

Mattarella proseguirà il suo percorso nei luoghi simbolo della Resistenza spostandosi nelle Marche, a San Severino, città medaglia d’oro al merito civile segnata da stragi nazifasciste e dalla solidarietà verso gli ebrei perseguitati. Un luogo che rappresenta, ha sottolineato il Capo dello Stato, “una realtà simbolica della Resistenza”. 

Tra i leader dell’opposizione, la segretaria del Pd Elly Schlein sarà a Sant’Anna di Stazzema, teatro di uno dei più gravi eccidi nazisti, mentre Giuseppe Conte parteciperà a Napoli alla commemorazione davanti al monumento a Salvo D’Acquisto.  

I leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, e il segretario di +Europa Riccardo Magi saranno invece alla manifestazione nazionale dell’Anpi a Milano, mentre Matteo Renzi a quello di Firenze e Carlo Calenda a Torino. 

Non mancano posizioni divergenti, in particolare con Roberto Vannacci, che ha annunciato che celebrerà San Marco e non la Liberazione, sostenendo che il 25 aprile non è ancora “una festa di tutti gli italiani che unisce invece di dividere”.