ROMA - La ginnastica italiana saluta il maestro del corpo libero. Se n’è andato a 84 anni Franco Menichelli, l’Imperatore di Tokyo 1964 (dove vinse tre medaglie) e una delle Gym Legend, il club delle stelle inaugurato di recente dalla Federginnastica.

Era l’ultimo superstite del gruppo capace di vincere il bronzo nel concorso a squadre ai Giochi di Roma nel 1960, primo podio collettivo del dopoguerra per il movimento.

Strappato al pallone, che, invece aveva sedotto il fratello Giampaolo, attaccante di Roma, Juventus e della Nazionale, Menichelli era diventato uno dei più grandi ginnasti di sempre, il più medagliato dal Cio, ben cinque volte, come Giorgio Zampori: a Roma vinse il bronzo anche nel corpo libero, specialità dove quattro anni dopo in Giappone salì sul gradino più alto del podio (unico a riuscirci al maschile nella storia azzurra), vicino a due mostri sacri dell’epoca, il sovietico Viktor Lisitsky e il giapponese Yukio Endo, pari merito sulla piazza d’onore.

A Tokyo si mise al collo anche l’argento agli anelli e il bronzo alle parallele pari, tutti risultati che gli hanno permesso di essere inserito nel 2003 nella International Gymnastics Hall of Fame, oltre a ricevere dal Coni, nel 2015, il Collare d’Oro al merito sportivo.

Menichelli - per lui anche tre medaglie mondiali e 14 europee (di cui sei d’oro) - introdusse anche tante novità, la più famosa quella di indossare i pantaloncini corti al posto dei classici a gamba lunga di colore bianco, forse influenzato dagli inizi calcistici.

Classe 1941, si era anche presentato alle Olimpiadi di Città del Messico ‘68 come grande favorito, prima di incorrere nella rottura del tendine d’Achille proprio durante le qualificazioni al suo corpo libero.

Le immagini del tecnico Arrigo Carnoli che lo porta in braccio fuori dalla pedana faranno il giro del Mondo, commuovendo l’Italia intera. Ristabilitosi, tenta saltuariamente di riprendere la carriera agonistica ma con scarsi risultati. Si ritira definitivamente nel 1973 e da allora e fino al 1979 ha allenato la Nazionale maschile di ginnastica artistica.

“Salutiamo oggi un grande campione, una figura che ha lasciato un segno indelebile nella storia della ginnastica - l’omaggio di Andrea Facci, presidente della FGI - Il saluto che facciamo a lui e alla sua famiglia rappresenta un momento nel quale tutti ci dobbiamo sentire ancor più responsabili e onorati di poter portare avanti con rispetto e umiltà questa importante tradizione. Un sentito ringraziamento all’uomo, all’atleta e a tutti coloro i quali hanno percorso insieme a lui un pezzo di questo glorioso viaggio”.

I funerali si svolgeranno venerdì mattina alle 11:30 alla Chiesa di via Beata Vergine del Carmelo, a Mostacciano, e prima ci sarà la camera ardente all’Ospedale San Camillo.