BARI - Il mondo dello sport e dell’automobilismo piange la scomparsa di Alessandro ‘Alex’ Fiorio. Un male incurabile, che lo tormentava da qualche mese, gli ha tolto la vita.
Campione italiano di discesa libera e gigante, a 17 anni, ha iniziato la sua luminosa carriera di pilota rally nei primi anni ‘80 del secolo scorso partecipando al Panda Ice Trophy, poi al Campionato Fiat Uno. Successivamente è stato uno dei protagonisti degli anni mitici dei trionfi della Lancia Delta, sempre con a fianco, come navigatore, Gigi Pirollo.
Proprio al volante di una Delta del Jolly Club si era laureato Campione del Mondo Gruppo N al Rally 1000 Laghi (ora Rally di Finlandia) al termine di un testa a testa con Tommy Makinen, pilota che vinse poi ben quattro titoli mondiali WRC. E in WRC Fiorio nel 1989 ha conquistato il secondo posto alle spalle di Miki Biasion mentre in carriera è andato a podio ben nove volte con sei secondi posti e tre terzi posti.
Dopo il ritiro dalle competizioni della Lancia e una breve esperienza nei rally con la Ford, nel 2000 è stato team manager del team Honda Benetton Playlife Racing Team nella classe 125 del motomondiale, con i piloti Masao Azuma, Mirko Giansanti e Stefano Bianco, vincendo il titolo costruttori. Dal 2001 al 2004 è stato team manager del BMW Cibiemme Team nel campionato FIA Super Produzione e Turismo con piloti Gianni Morbidelli, Paolo Ruberti, Stefano Gabellini, Salvatore Tavano, Sandro Sardelli e Michele Rugolo in Formula Nissan.
A lui si deve la creazione della Fiorio Cup, giunta oramai alla quinta edizione con tre successi del pluricampione italiano Andrea Crugnola, uno di Andrea Mabellini e nell’edizione 2024 di Kalle Rovanpera, campione del Mondo rally nel 2022 e 2023. Il suo nome, legato a una stagione irripetibile dell’automobilismo italiano, è rimasto nel cuore di appassionati e addetti ai lavori anche dopo la fine della sua carriera agonistica. Fiorio ha continuato infatti a coltivare la passione per i motori, mettendo a disposizione delle nuove generazioni la sua esperienza e contribuendo alla crescita di giovani talenti.
Con la Fiorio Cup aveva trovato una nuova e importante occasione per rimanere protagonista del mondo dei rally.