ANCHORAGE – Una controversia sulle candidature al Senato in Alaska rischia di aggiungere ulteriore incertezza alla battaglia per il controllo del Congresso, a pochi giorni dalle elezioni di metà mandato.
Il governatore Repubblicano Mike Dunleavy ha disposto un’indagine statale dopo un resoconto del New York Times secondo cui collaboratori della candidata democratica Mary Peltola avrebbero cercato di reclutare due concorrenti in grado di sottrarre voti al senatore repubblicano uscente Dan Sullivan.
Tra questi figura un insegnante in pensione chiamato anch’egli Dan Sullivan, presente sulla scheda elettorale.
Dunleavy ha affermato che l’indagine dovrà stabilire se siano state violate leggi, precisando che saranno “le prove a determinare cosa accadrà”.
L’Alaska è uno di una decina di Stati dove le competizioni per il Senato sono particolarmente combattute. I Repubblicani controllano al momento la Camera alta con 53 seggi contro 47 e ai Democratici servirebbe un guadagno netto di quattro seggi per conquistarne la maggioranza.
Un’eventuale disputa dopo il voto in Alaska potrebbe quindi lasciare incerto per settimane il controllo del Senato.
Il presidente Donald Trump ha definito la situazione “ingiusta” e aveva già sollecitato il Dipartimento di Giustizia a tentare di impedire preventivamente la certificazione di una possibile vittoria di Peltola.
Secondo il New York Times, collaboratori della candidata avrebbero lavorato con legali della campagna e personale del Democratic Senatorial Campaign Committee per favorire l’ingresso di candidati potenzialmente in grado di dividere il voto contrario a Peltola.
L’ex responsabile della campagna Elisa Rios, licenziata in agosto, ha sostenuto che Peltola fosse a conoscenza dell’iniziativa.
La candidata Democratica ha negato qualsiasi coinvolgimento, così come il comitato elettorale del partito.
Anche il presidente Repubblicano della Camera Mike Johnson ha attaccato i Democratici, accusandoli di aver cercato deliberatamente di confondere gli elettori.
La senatrice Repubblicana dell’Alaska Lisa Murkowski ha chiesto a Peltola di chiarire pubblicamente la vicenda, definendo irregolare reclutare candidati con l’obiettivo di modificare gli equilibri della corsa.
Gli esperti interpellati, tuttavia, hanno espresso dubbi sulla possibilità che siano state violate norme elettorali.
Jessica Levinson, docente specializzata in diritto elettorale, ha osservato che una candidatura di questo tipo difficilmente sarebbe illegale qualora non fossero stati nascosti finanziamenti o altri elementi rilevanti.
Rex VanMiddlesworth, di Keep Our Republic, ha inoltre affermato che nulla impedirebbe al secondo Sullivan di restare sulla scheda o comporterebbe automaticamente la squalifica di Peltola.
La battaglia per il Senato prosegue intanto anche in altri Stati chiave.
Trump sta facendo campagna per i candidati Repubblicani, mentre Barack Obama e Kamala Harris sostengono i Democratici nelle competizioni più serrate.
Giovedì mattina (ora locale) circa 41,4 milioni di americani avevano già votato anticipatamente, rispetto ai 45,9 milioni complessivi registrati nelle elezioni di metà mandato del 2022.