WASHINGTON – Donald Trump ha ridimensionato la portata del contenuto della lettera inviata dal vicepresidente JD Vance alle autorità iraniane, sostenendo che il contatto riguardasse soprattutto la possibilità di far arrivare forniture mediche nel Paese e non un tentativo formale di rilanciare i negoziati di pace.
L’agenzia iraniana Tasnim ha riferito ieri che Teheran ha ricevuto una lettera da Vance, ma non ha ancora risposto.
Secondo il Wall Street Journal e il New York Times, il vicepresidente avrebbe scritto al capo del Consiglio di sicurezza iraniano Mohsen Rezaei con l’obiettivo di riaprire un canale negoziale.
Il Wall Street Journal ha inoltre riferito che la lettera sarebbe stata inviata su indicazione di Trump.
Interpellato mercoledì dai giornalisti, il presidente ha però negato di aver incaricato Vance di avviare nuovi colloqui di pace. “No”, aveva risposto.
Trump ha quindi spiegato che il contatto sarebbe stato collegato alla necessità dell’Iran di ricevere medicinali e altre forniture.
“Hanno bisogno di aiuto con le forniture mediche e varie altre cose - ha dichiarato -. Vance mi ha chiesto cosa ne pensassi e gli ho detto che, se voleva farlo, andava bene”.
La missione iraniana alle Nazioni Unite e l’ufficio del vicepresidente non hanno fornito commenti immediati.
Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato la guerra contro l’Iran alla fine di febbraio.
Washington ha successivamente imposto anche un blocco navale con l’obiettivo di ridurre gli introiti iraniani derivanti dalle esportazioni di petrolio e ha intensificato gli sforzi per isolare economicamente Teheran.
L’Iran sostiene da tempo che le sanzioni americane ostacolino l’accesso della popolazione civile a medicinali e attrezzature sanitarie.
In una lettera inviata ad agosto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, Teheran aveva accusato gli Stati Uniti di privare deliberatamente i civili dell’accesso a cibo, medicinali, energia e altri beni essenziali.
Parallelamente restano aperti i tentativi diplomatici.
Domenica mediatori del Qatar hanno presentato all’Iran una nuova bozza di accordo per porre fine alla guerra, ma un alto funzionario iraniano ha affermato che Doha aveva avanzato soltanto idee giudicate inaccettabili e non una vera proposta negoziale.
Il conflitto continua inoltre a pesare sul fronte interno statunitense, con l’aumento dei costi energetici che ha inciso sul consenso per i candidati Repubblicani e sui livelli di approvazione di Trump alla vigilia delle elezioni di metà mandato.