Per cinque anni Diego Filippozzi ha fatto innumerevoli sacrifici: ha dormito in macchina, spostandosi da una farm all’altra per rinnovare il visto. Poi un’idea gli ha cambiato la vita. Oggi la sua azienda, Heapost, che nel 2025 ha vinto l’Innovation & Creativity Award ai Belmont & Western Australian Small Business Awards, apre un punto di riferimento a Sydney.
Belga di nascita ma di famiglia italiana, madre calabrese e padre veneto, di quel Veneto che nei primi anni del dopoguerra svuotò interi paesi di montagna verso le miniere del Belgio, Filippozzi è arrivato in Australia nel settembre 2018 con un working holiday visa, una laurea in commercio internazionale e cinque lingue: francese, italiano, inglese, spagnolo e portoghese.
L’idea è nata da un problema che conosce bene: negli ostelli si accumulano lettere destinate a ospiti ormai ripartiti, multe, tessere bancarie, patenti, documenti che nessuno riceverà e che finiscono rispediti al mittente. “Il servizio postale attuale è un servizio postale fisso - spiega - io ho creato un servizio postale che segue la gente nella sua avventura”. Heapost funziona così: un unico indirizzo che accompagna il cliente ovunque si sposti. La corrispondenza viene ricevuta, digitalizzata e resa disponibile su una piattaforma online; i documenti fisici vengono inoltrati o ritirati di persona. Gli ostelli sono diventati i primi promotori del servizio.
Invece, le motivazioni per l’apertura a Sydney, nasce da una considerazione: anche se il servizio è digitale e funziona ovunque, i nuovi arrivati faticavano ad accettarne la logica. Chi atterra a Sydney o a Melbourne, osserva Filippozzi, arriva con una mentalità europea e non capisce perché i propri documenti debbano finire a Perth. Poiché gli aeroporti della costa orientale sono la porta d’ingresso della maggior parte dei backpacker, avere un recapito nella città in cui si atterra cambia la percezione del servizio. L’operazione passa da una collaborazione con OTTO Education Australia, agenzia per studenti internazionali nei cui uffici Heapost ha collocato la propria attrezzatura: chi va a ritirare una patente o una carta bancaria entra in contatto con una realtà che si occupa di corsi d’inglese e pratiche per i visti. Sul fronte ricettivo, il primo ostello partner The Social Hotel a Darlinghurst.
Quanto alla concorrenza, nata due anni dopo di lui e concentrata quasi solo sul mercato francofono, Filippozzi rivendica il primato temporale, la copertura linguistica e i riconoscimenti ottenuti. Ma il vero argomento è un altro: “Chi aiuta davvero un backpacker è un altro backpacker”.
Alla fine chiediamo a Filippozzi da dove venga la determinazione che gli ha permesso di resistere cinque anni. Risponde parlando dell’Australia, delle farm e del business costruito da solo. Ma ascoltandolo viene da pensare che una parte di quella forza fosse già in valigia quando è partito: la stessa che, due generazioni prima, aveva portato altri italiani a scendere sottoterra in un paese straniero.