SYDNEY – Ascoltando Sara Villella, la dirigente dell'Italian Bilingual School di Sydney, ci si rende conto di come l’istituto sia una fucina di idee e progetti, dove gli insegnanti sono impegnati a offrire agli studenti quante più opportunità possibile.

Uno dei primi argomenti su cui Villella richiama l’attenzione è il programma di assistentato linguistico, grazie al quale ogni anno un gruppo di studenti universitari italiani interessati all’insegnamento, arriva in Australia per fare un’esperienza nelle scuole che offrono l’italiano come seconda lingua, compresa la scuola bilingue.

La preside si dice favorevolmente colpita dal grado di preparazione dei 13 assistenti di quest’anno, che apprezza anche per il loro “spirito di avventura” e la capacità di mettersi in gioco. Il loro contributo è fondamentale anche per quel che concerne la preparazione delle risorse che, come ha spiegato Villella, si sono concentrate, nelle settimane passate, sul tema della migrazione.

“Sono stati capaci di creare attività molto interessanti, recuperando immagini originali di quando i migranti partivano con le navi da Messina, Napoli, Genova”. “Quando mi hanno mostrato il materiale che hanno preparato, ho detto loro: ‘c’è solo un problema’ e loro, attenti, mi hanno chiesto quale fosse. ‘Il problema è che mi viene voglia di tornare in aula’”, ha scherzato la dirigente. 

Tra i progetti ormai avviati alla IBS, c’è quello che ha unito la scuola di Sydney con l’Istituto comprensivo San Giulio nella provincia di Novara, un impegno importante che dura da due anni e attraverso il quale gli studenti parlano di sostenibilità.

“I ragazzi italiani sono impegnati in alcune iniziative nella zona di Novara e ci mandano un resoconto dei loro risultati in inglese, mentre noi mandiamo i nostri in italiano, attraverso video e lettere, in una sorta di scambio virtuale”, continua Villella, che chiarisce come l’iniziativa si inserisca nell’ambito di un progetto europeo.

Grazie al Mamma Lena and Dino Gustin Innovation Centre, ormai è consuetudine, per gli studenti della scuola bilingue, realizzare video e podcast. Nelle scorse settimane, i ragazzi di Anno 6 hanno raccolto una serie di testimonianze intervistando gli studenti di Prep allo scopo di produrre un video per aiutare i bambini dell’asilo a capire cosa aspettarsi una volta che andranno alla scuola elementare, raccontato da chi quell’esperienza l’ha appena vissuta.

La tecnologia viene spesso inserita nei progetti della scuola per rendere le lezioni più interessanti, innovative e coinvolgenti. Perché parlare di Carnevale, ad esempio, senza andare a Venezia? E così il green screen, lo schermo verde degli studi televisivi diventa lo sfondo perfetto per gli studenti di Anno 1 che hanno lavorato sulle maschere di Carnevale.

I bambini di Anno 2 fanno un viaggio virtuale intorno al mondo, riunendo diverse materie come geografia, inglese, italiano e teatro. “Sono divisi in sette gruppi e ogni gruppo rappresenta un Continente”, spiega Villella.

Anno 3 si concentra invece sulla scrittura: attraverso la piattaforma Littlescribe, le classi imparano come produrre storie e racconti di vario genere e tramite dei seminari possono confrontarsi con autori per l’infanzia e ascoltare i loro consigli per creare storie indimenticabili. “I racconti che scrivono - aggiunge Villella -, diventano poi delle registrazioni audio che inseriamo nella nostra biblioteca”, dei veri audiolibri. 

Gli studenti di Anno 4, insieme ai bambini dell’asilo si cimentano in un racconto senza parole, creato attraverso il teatro delle ombre, un’esperienza divertente che richiede una buona dose di creatività e pazienza.

“Quello dei ragazzi dell’Anno 5 è un progetto a cui sono particolarmente legata”, ha proseguito la preside parlando delle interviste che i ragazzi fanno ai nonni della comunità scolastica. E infine, gli studenti di Anno 6, nell’ambito dell’approfondimento su come distinguere le notizie vere dalle fake news, si misurano nella difficile impresa di realizzare un telegiornale. 

L’unico rammarico è che quest’anno la scuola non potrà ospitare gli studenti italiani, che sarebbero dovuti venire per il tradizionale scambio con il Convitto Nazionale Paolo Diacono di Cividale del Friuli.

Sono anni che l’istituto bilingue organizza, a turno, la visita a Cividale per poi accogliere i ragazzi italiani a Sydney. Purtroppo la guerra in Medio Oriente ha cancellato quest’opportunità per il 2026, ma non l’entusiasmo degli insegnanti e degli studenti dell’IBS che guardano già al prossimo viaggio.