SYDNEY - Il cammino del Settebello si è fermato in semifinale, con la Grecia che si è imposta 10-9 al termine di una partita intensa e combattuta. Gli azzurri, avanti 2-1 nelle prime fasi, sono stati costretti a rincorrere per gran parte dell’incontro, arrivando anche a tre reti di svantaggio (4-7 e 6-9). A pesare è stato anche il gioco violento fischiato a Del Basso nel secondo tempo, che ha consentito agli avversari di giocare 4’ consecutivi in superiorità numerica. Nel finale la tripletta di Carnesecchi ha riaperto il match fino al 10-9 a 40” dalla sirena, ma l’ultima superiorità a favore dell’Italia non è stata sfruttata: Cannella non è riuscito a concludere entro il tempo utile. Per gli uomini di Campagna resta ora la finale per il terzo posto contro l’Australia.
Il Settebello è arrivato in questa parte del mondo con una squadra rinnovata e obiettivi chiari: migliorarsi partita dopo partita. Dopo la sconfitta in semifinale contro la Grecia, il commissario tecnico Alessandro Campagna, il capitano Marco Del Lungo e il team manager Daniele Bianchi tirano le somme di questa avventura australiana. Campagna non fa giri di parole sulla prestazione complessiva: “Abbiamo giocato bene a tratti, ma abbiamo sofferto un pò troppo. Siamo stati abbastanza imperfetti e questo vuol dire che comunque ci sono grandi margini di miglioramento”. Un’analisi lucida, che non si concentra sul risultato ma sul percorso di crescita. Del Lungo, capitano della squadra, condivide la stessa lettura: “La squadra ha risposto bene. Ovviamente ci sono stati degli errori, ma è normale in quanto a questi livelli non è mai semplice giocare”.
Il viaggio è stato lungo: Los Angeles, San Francisco e poi Sydney. Tre continenti, tre fusi orari. Ma Campagna non lo vede come uno svantaggio, anzi. “Il problema del fuso orario è un problema per tutti, ma secondo me è un vantaggio viaggiare, giocare in continenti diversi e cercare di adattarsi il più velocemente possibile, anche in funzione delle Olimpiadi che si giocheranno negli Stati Uniti”. Campagna vede nelle partite a eliminazione diretta una leva di crescita: “Le partite da knock out sono molto importanti perché hanno anche un’incidenza psicologica più decisiva. Sono contento di giocare questo tipo di competizione perché permette ai miei ragazzi di crescere più velocemente. Il nostro obiettivo è migliorarci partita dopo partita, competizione dopo competizione”. Del Lungo aggiunge la promessa del gruppo: "Crescere insieme e fare bene. Ovviamente è scontato che vogliamo vincere perché noi giochiamo sempre per vincere, ma per poter vincere serve una costruzione dall’interno e quindi questo è il primo passo che dobbiamo fare”.
Mentre questi discorsi di tattica e mentalità guidano la squadra, c’è chi lavora perché tutto funzioni nei dettagli. Daniele Bianchi, team manager, gestisce quella complessità che spesso rimane invisibile al pubblico. “La sfida principale è coordinare tantissimi dettagli senza lasciare nulla al caso. Ogni raduno o trasferta richiede la gestione di voli, hotel, trasporti, allenamenti, pasti, documentazione, rapporti con gli organizzatori e necessità dello staff e degli atleti. Quest’anno, con trasferte internazionali importanti come Stati Uniti e Australia, la complessità è aumentata molto”.
È stata una World Cup ricca di indicazioni anche per il Setterosa. Per Roberta Bianconi il valore della competizione va oltre il risultato: “Questa tipologia di eventi è sempre un’occasione per creare gruppo, unirsi e imparare a conoscersi sia dentro che fuori dall’acqua. Ti dà grandi spunti per capire che cosa devi migliorare e permette di raccogliere dati utili per organizzare meglio il lavoro futuro". La capitana ha anche ricordato come il nuovo corso tecnico richieda tempo: “Abbiamo fatto questo cambio di allenatore da un paio di mesi, quindi ci stiamo ancora conoscendo sotto tutti i punti di vista. Da dicembre inizierà la fase più importante, quella delle qualificazioni olimpiche, e il Setterosa è concentrato sull’obiettivo di qualificarsi il prima possibile per Los Angeles”.
Il torneo delle azzurre si è poi concluso con la sconfitta per 12-5 contro le bicampionesse d’Europa dell’Olanda nell’ultima gara della competizione. Dopo un primo tempo equilibrato, il break di 5-0 delle orange guidate da Moolhuijzen ha indirizzato definitivamente l’incontro, mentre l’Italia ha pagato anche un extraplayer inefficace (0/6).
Nonostante il risultato pesante, il commissario tecnico Maurizio Mirarchi ha tracciato un bilancio positivo dell’esperienza australiana: “Il bilancio finale racconta di una squadra che ha saputo lottare, mostrando carattere e voglia di giocarsela contro tutti. Ora si riparte da ciò che ha funzionato, con l’obiettivo di crescere ancora e trasformare quest’esperienza in un punto di partenza per il futuro”.
Sydney consegna quindi alle due nazionali azzurre molto più di un semplice piazzamento. Il Settebello ha trovato conferme sulla strada intrapresa da un gruppo giovane che sta costruendo la propria identità attraverso sfide sempre più impegnative. Il Setterosa, dal canto suo, torna a casa con la consapevolezza di avere imboccato un nuovo percorso, fatto di lavoro, conoscenza reciproca e crescita sotto la guida del nuovo commissario tecnico. Come hanno ribadito Campagna, Bianconi e Mirarchi, il filo conduttore di questa World Cup non è stato soltanto il risultato, ma la ricerca di un miglioramento continuo. Un processo che passa anche dalle sconfitte e che guarda già al prossimo grande obiettivo: arrivare a Los Angeles con due squadre sempre più competitive e consapevoli delle proprie possibilità.