SYDNEY - Cristian Volpato si è sottoposto volontariamente a un test indipendente dopo la presunta positività emersa da un controllo antidroga effettuato dalla polizia durante un posto di blocco a Sydney. Secondo fonti vicine al calciatore dei Socceroos, l’esame avrebbe dato esito negativo. Restano tuttavia da chiarire le modalità con cui il test è stato eseguito e il tipo di analisi effettuata.

L’esito del test indipendente, effettuato presso un laboratorio d'analisi di Hunters Hill, a Sydney, non sostituisce quello degli accertamenti disposti dalle autorità. La polizia del New South Wales ha infatti prelevato un secondo campione di saliva, che sarà analizzato in laboratorio per verificare il risultato del test preliminare. Secondo le informazioni disponibili, gli esiti potrebbero richiedere diverse settimane prima di essere resi noti.

Secondo quanto riferito dalla polizia, il 22enne è stato fermato mentre era alla guida di una BMW sull’Anzac Bridge. Gli agenti gli contestano una velocità di 109 chilometri orari in un tratto con limite fissato a 60 km/h. Durante il controllo, un test antidroga preliminare avrebbe indicato una possibile positività alla cocaina.

A seguito dell’accertamento, al giocatore sarebbe stata contestata l’infrazione per eccesso di velocità e sarebbe stata sospesa per sei mesi la patente internazionale, con il divieto di guidare nello Stato del New South Wales. Gli investigatori sostengono inoltre che il calciatore fosse già stato fermato nella stessa zona poche ore prima, sempre per eccesso di velocità. In quella circostanza, secondo quanto riferito dalla polizia, l’alcoltest sarebbe risultato negativo.

Dopo la diffusione della notizia, Oscar Volpato, padre del calciatore, contattato telefonicamente dal nostro collaboratore Maurizio Pagnin, ha ricostruito la versione della famiglia, ribadendo la convinzione che il figlio non abbia assunto sostanze stupefacenti.

 “Era l’ultima sera di Cristian prima del rientro in Italia - racconta il padre -. In compagnia di un amico aveva deciso di trascorrere qualche ora all’Ivy Night Club. Durante la serata è stato riconosciuto da molte persone che gli hanno chiesto fotografie e selfie”.

 Il padre del calciatore ha poi voluto chiarire alcuni aspetti relativi alle abitudini del figlio. “Cristian non beve alcolici. Al ristorante Little Sicily di Haberfield e al Club Marconi ha sempre bevuto acqua minerale. Non ha mai fatto uso di droghe e non lo farà mai”.

 Secondo la ricostruzione della famiglia, intorno all’una di notte Cristian Volpato si trovava a bordo della BMW insieme a un amico quando il veicolo è stato fermato dalla polizia.

 “Confermo che l’auto procedeva a una velocità superiore al limite consentito - ha dichiarato Oscar Volpato -. Quando gli è stato effettuato il primo test, Cristian ha immediatamente chiesto agli agenti di essere accompagnato in ospedale o in caserma per sottoporsi a ulteriori accertamenti, perché era convinto di non aver assunto alcuna sostanza stupefacente”.

Il padre ha inoltre richiamato un’ipotesi emersa nelle ultime ore e riportata da alcuni organi di informazione. “Secondo quanto ci è stato riferito, e come sarebbe stato riportato anche durante un telegiornale di Channel 9, non si escluderebbe la possibilità che qualcuno abbia introdotto sostanze proibite nella bibita consumata da Cristian durante la serata2.

 Saranno gli esami di laboratorio sul secondo campione di saliva e gli ulteriori accertamenti investigativi a stabilire con precisione quanto accaduto.

 La famiglia Volpato si è detta fiduciosa che la vicenda possa essere chiarita completamente e ha invitato a evitare conclusioni definitive prima dell’esito delle procedure ufficiali.

 Sul piano sportivo, eventuali conseguenze dipenderanno dagli sviluppi dell’inchiesta e dagli eventuali procedimenti che dovessero essere avviati dagli organismi competenti. Al momento non risultano provvedimenti disciplinari nei confronti del calciatore.

 Cristian Volpato, recentemente protagonista della scelta di rappresentare l’Australia a livello internazionale dopo aver rinunciato alla possibilità di vestire la maglia dell’Italia, è ora in attesa dell’esito degli accertamenti ufficiali, che saranno determinanti per chiarire definitivamente la vicenda.