CUPERTINO – Apple si prepara a una delle transizioni più importanti della sua storia recente. Dopo 15 anni alla guida del gruppo, Tim Cook lascerà il ruolo di amministratore delegato il 1° settembre 2026, passando il testimone a John Ternus, attuale responsabile dell’ingegneria hardware.
Cook, che aveva raccolto l’eredità di Steve Jobs nel 2011, resterà comunque all’interno dell’azienda come presidente esecutivo, con responsabilità a livello di consiglio di amministrazione e relazioni istituzionali. Il cambio è stato approvato all’unanimità dal consiglio.
La scelta di Ternus, 50 anni, rappresenta una continuità interna. Entrato in Apple nel 2001, ha costruito la propria carriera all’interno dell’azienda, guidando negli ultimi anni lo sviluppo di alcuni dei prodotti più rilevanti, tra cui iPad, AirPods e le più recenti generazioni di iPhone, incluso il nuovo iPhone Air.
Il passaggio si compie al termine di un periodo di crescita senza precedenti. Sotto la guida di Cook, Apple ha visto la propria capitalizzazione passare da circa 350 miliardi a 4mila miliardi di dollari, espandendo la presenza in oltre 200 Paesi e raggiungendo una base di oltre 2,5 miliardi di dispositivi attivi nel mondo.
Nel comunicato ufficiale, Cook ha definito il ruolo di CEO “il più grande privilegio” della sua vita professionale. “Amo Apple profondamente e sono grato di aver lavorato con un team straordinario, capace di creare prodotti e servizi che migliorano la vita delle persone”, ha dichiarato.
Sul successore, Cook ha espresso piena fiducia: “John Ternus ha la mente di un ingegnere, la visione di un innovatore e l’integrità necessaria per guidare Apple nel futuro”. Ha inoltre assicurato che resterà coinvolto durante la fase di transizione.
Parallelamente, Arthur Levinson, presidente non esecutivo negli ultimi 15 anni, assumerà il ruolo di direttore guida indipendente, mentre Ternus entrerà nel consiglio di amministrazione una volta diventato CEO.
Il cambio al vertice segna una nuova fase per Apple, chiamata a confrontarsi con sfide legate all’innovazione tecnologica, alla concorrenza globale e allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
La continuità manageriale interna suggerisce una strategia orientata alla stabilità, ma con l’obiettivo di mantenere il ritmo di crescita e innovazione degli ultimi anni.