BUENOS AIRES - Le autorità argentine hanno arrestato giovedì il contrammiraglio messicano Fernando Farías Laguna, che si ospitava in un appartamento in affitto temporaneo nel quartiere di Palermo a Buenos Aires.
Profugo da più di un anno, con un avviso rosso dell’Interpol, era icercato nel suo Paese per il presunto coinvolgimento in una vasta rete di furto di carburante.
La notizia è stata confermata dal Governo del Messico attraverso un comunicato ufficiale del gabinetto di sicurezza.
Secondo le autorità messicane, l’arresto è il risultato di “mesi di lavoro coordinato, scambio di informazioni e monitoraggio congiunto” tra organismi internazionali, tra cui Argentina e Stati Uniti. Farías Laguna era oggetto di una notifica rossa emessa da Interpol ed è stato localizzato sul territorio argentino, dove è stato fermato.
Il segretario alla Sicurezza messicano, Omar García Harfuch, ha dichiarato sui social che il contrammiraglio era latitante dal 2025 ed è accusato di criminalità organizzata con l’obiettivo di sottrarre idrocarburi.
Fernando Farías Laguna è fratello del viceammiraglio Manuel Roberto Farías Laguna. I due sono conosciuti come “Los Primos” e sarebbero inoltre familiari politici dell’ammiraglio Rafael Ojeda Durán, ex capo della Marina durante il governo dell’ex presidente Andrés Manuel López Obrador.
Secondo le accuse, “Los Primos” avrebbero guidato una organizzazione criminale dedita al contrabbando di idrocarburi provenienti dagli Stati Uniti, attività nota come huachicol fiscal. L’obiettivo sarebbe stato quello di eludere il pagamento dell’Imposta Speciale su Produzione e Servizi (IEPS).
Le indagini ipotizzano inoltre che i due fratelli abbiano costruito una complessa rete di funzionari pubblici coinvolti in pratiche corruttive. Attraverso questa struttura, avrebbero consolidato il controllo di aree strategiche, approfittando del fatto che importanti dogane e porti del Paese erano affidati alla gestione della Marina messicana.
Il Governo messicano ha ribadito il proprio impegno nella lotta contro la corruzione e l’impunità, sottolineando l’importanza della cooperazione internazionale per contrastare il crimine organizzato.
L’operazione è stata possibile grazie alla collaborazione tra diverse istituzioni: la Marina messicana attraverso l’Unità di Intelligence Navale, la Procura Generale tramite Interpol Messico e la FEMDO, e la Segreteria di Sicurezza e Protezione dei Cittadini con il supporto del Centro Nazionale di Intelligence. Le autorità messicane hanno inoltre ringraziato ufficialmente l’Argentina e UNIPOL per il contributo decisivo.
La Ministra della Sicurezza Nazionale argentina, Alejandra Monteoliva ha spiegato che il contrammiraglio era entrato nel Paese utilizzando un passaporto guatemalteco falso intestato a Luis Lemus Ramos.
Durante la sua conferenza stampa mattutina, la presidente messicana Claudia Sheinbaum ha confermato questa informazione, sottolineando che proprio l’uso di documenti falsi potrebbe cambiare l’iter legale del caso.
Le autorità messicane stanno infatti valutando la possibilità di procedere con una deportazione invece che con una formale estradizione. Sheinbaum ha inoltre precisato che, qualora questa opzione non fosse praticabile, verranno stabilite le condizioni per avviare il processo di estradizione.