RIAD - L’offensiva degli Houthi arriva fino alla capitale dell’Arabia Saudita. Per la prima volta dall’inizio della nuova escalation, l’allarme aereo è risuonato a Riad, dove nella notte tra sabato e domenica le esplosioni hanno svegliato i residenti e una colonna di fumo nero si è alzata nei pressi dell’aeroporto internazionale King Khalid.

Gli Houthi hanno rivendicato attacchi contro “siti sensibili” nella capitale e contro impianti petroliferi di Aramco a Yanbu, importante porto sul Mar Rosso.

Secondo il portavoce militare del gruppo, Yahya Saree, nell’operazione sarebbero stati impiegati missili balistici, missili da crociera e droni. Le autorità saudite hanno riferito di aver intercettato un missile diretto verso Riad e di aver sventato altri attacchi contro diverse località del Regno.

L’incursione sulla capitale segna un ulteriore salto di qualità nel conflitto. Finora, gli attacchi contro l’Arabia Saudita si erano concentrati soprattutto su infrastrutture energetiche e installazioni militari nel sud del Paese e lungo la costa del Mar Rosso.

L’escalation arriva all’indomani dell’attacco alla base aerea saudita di Ta’if, dove un Eurofighter italiano è stato colpito mentre si trovava a terra, fortunatamente senza coinvolgere il personale militare italiano.

“Non siamo in guerra con l’Italia e non intendiamo coinvolgere il vostro Paese”, ha dichiarato Muhammad Mansur, funzionario del ministero dell’Informazione del governo Houthi a Sana’a, definendo quella del gruppo una “resistenza armata legittima” contro l’Arabia Saudita. Mansur ha però contestato la presenza degli aerei italiani nel Regno, chiedendosi quale ruolo svolgano “a sostegno della guerra di Riad contro di noi”.

Sul terreno, intanto, continuano gli scontri tra gli Houthi e le forze governative yemenite, con i ribelli che mantengono il controllo di aree strategiche lungo la costa del Mar Rosso. L’avanzata accresce i timori per la sicurezza delle rotte commerciali e petrolifere in una regione già segnata dalla crisi nello Stretto di Hormuz.

Se l’Europa e l’Italia si sono dette pronte a intervenire per proteggere il traffico marittimo nel Mar Rosso, Donald Trump ha invece escluso, almeno per il momento, il sostegno militare americano a Riad contro gli Houthi, puntando sulla possibilità di un’intesa con il gruppo.

“Stiamo parlando con gli Houthi, vogliono vedere se possiamo fare un accordo”, ha dichiarato il presidente americano, che cerca di evitare l’apertura di un ulteriore fronte nella regione.

La situazione nella regione rimane estremamente delicata. Teheran ha fatto sapere che sono in corso contatti attraverso mediatori qatarioti e pachistani per trovare una soluzione al conflitto iraniano.

Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, ha indicato tra le condizioni poste dalla Repubblica islamica la fine delle ostilità, lo sblocco dei beni congelati e la revoca del blocco navale, avvertendo che il Paese resta pronto a combattere.

Dopo gli attacchi in Arabia Saudita, l’ambasciata americana a Gerusalemme ha invitato i cittadini statunitensi in Israele a mantenere “un livello di vigilanza più elevato” e a prepararsi a possibili cancellazioni di voli, chiusure dello spazio aereo e disagi negli spostamenti.