MELBOURNE – L’ultimo attentato riguarda l’“Electric Bar” di Prahran, su Chapel Street, dove intorno alle 5.40 di questa mattina un’auto è stata lanciata contro l’ingresso. All’interno del locale sono state trovate taniche di benzina, segno che l’obiettivo era far divampare un incendio. L’azione sarebbe stata interrotta prima di essere completata, probabilmente per l’arrivo di personale di sicurezza.

Circa un’ora prima, pattuglie già dispiegate nella zona per contrastare questa serie di episodi avevano individuato due persone con il volto coperto. Gli agenti hanno seguito i sospetti fino a un veicolo con altre persone a bordo. All’interno dell’auto, risultata rubata e con targhe false, sono state trovate taniche piene di carburante. Cinque persone, tra cui tre minorenni, sono state fermate e interrogate.

Al momento, gli inquirenti non hanno confermato un collegamento diretto tra questi arresti e l’attacco al locale, ma tutte le piste vengono esaminate nell’ambito di un’indagine più ampia.

Nelle stesse ore, un altro incendio sospetto ha costretto una famiglia a evacuare la propria casa a Caulfield North, dopo che due auto sono state date alle fiamme nel vialetto. Il rogo si è propagato fino al tetto dell’abitazione, mettendo a rischio anche le proprietà adiacenti.

Un ulteriore incendio è stato appiccato a una rivendita di kebab a Tullamarine, dove un veicolo è stato lanciato contro la vetrina innescando il rogo all’interno.

La polizia ha istituito una task force dedicata, denominata Operation Eclipse, per indagare su quella che appare una campagna coordinata contro il settore dell’intrattenimento e della ristorazione. Dall’inizio dell’anno si contano decine di locali presi di mira tra Chapel Street, South Melbourne e il centro città.

Secondo gli inquirenti, molti degli autori sarebbero giovani reclutati tramite piattaforme criptate e pagati per portare a termine gli attentati. Non si esclude il coinvolgimento di gruppi organizzati interessati a influenzare il mercato nero degli alcolici.

Tra i gestori cresce il timore. Alcuni locali stanno ricoorrendo alla sorveglianza continua, mentre residenti della zona parlano di una situazione sempre più difficile. “Gli incidenti si ripetono da tempo e stanno aumentando”, ha detto una rappresentante di un gruppo civico locale.

Le indagini proseguono per chiarire eventuali collegamenti tra i vari episodi e individuare i responsabili.