VICENZA - Un attentato incendiario ha colpito nella notte l’abitazione di Adriano Cappellari, giovane cronista di Enego, sull’Altopiano di Asiago (Vicenza), già destinatario nei mesi scorsi di minacce per la sua vicinanza a don Maurizio Patriciello, il sacerdote di Caivano (Napoli), attivo contro la camorra e i reati ambientali .
Davanti alla casa del giornalista sono state piazzate una o più bottiglie incendiarie e alcune bombolette di gas, e sebbene l’esplosione abbia provocato fiamme e danni limitati, l’episodio ha fatto scattare l’intervento dei carabinieri e dei vigili del fuoco.
L’autore, secondo quanto emerge dalle immagini di videosorveglianza, sarebbe una sola persona, e sul posto è stata trovata anche una lettera con nuove minacce a Cappellari, a don Patriciello e a Meloni, insieme ad alcune foto del cronista con una “X” sul volto.
Cappellari, poco più che ventenne, scrive per il quindicinale locale “L’Altopiano” e collabora con “Il Giornale di Vicenza”. Ha partecipato a incontri pubblici dedicati all’attività di don Patriciello.
Le prime lettere minatorie risalgono a febbraio, con un messaggio in cui erano presenti minacce contro il giornalista, il sacerdote e la premier. Alla redazione de “L’Altopiano” era stato anche intimato di “far tacere” il collaboratore.
Il cronista, la sera dell’esplosione, era solo in casa ed era rientrato da poco dopo avere trascorso la serata da conoscenti.
Secondo Cappellari, l’autore potrebbe essere una persona del posto, forse mossa da rancori personali. “Io non ho mai fatto articoli da poter giustificare un atto così grave come quello successo stanotte”, ha spiegato.
A preoccuparlo è anche il contenuto delle immagini lasciate davanti alla sua abitazione. Le foto, ha spiegato, lo ritraggono dentro casa. “Fa capire che sono controllato da diverso tempo”, ha detto.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso solidarietà al cronista, definendo l’attentato “inaccettabile” e “un attacco irricevibile alla libertà di stampa e informazione”.
“Sono certa che Adriano Cappellari non si farà intimidire e che continuerà a portare avanti il suo lavoro, come ha fatto finora”, ha affermato Meloni, affermando che “l’Italia ha bisogno di giovani coraggiosi come lui”. Anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha condannato l’episodio, parlando di “un grave e vile atto intimidatorio”, e ha assicurato che il cronista “non sarà lasciato solo”.
Don Maurizio Patriciello ha definito l’attentato “inquietante” e “molto grave”, ricordando che l’episodio arriva alla vigilia di un forum sulle mafie in programma giovedì a Bassano del Grappa, a pochi chilometri da Enego.
Cappellari era stato a Caivano il 9 marzo. “Fino alla scorsa notte non ci eravamo più sentiti, quando mi ha mandato i filmati dell’incendio”, ha raccontato don Patriciello. Nella lettera lasciata davanti alla casa del cronista c’era anche una foto scattata insieme a marzo sull’altare di Caivano.
Sono arrivati messaggi di solidarietà dalle istituzioni venete, dai presidenti di Camera e Senato, da esponenti politici e dai sindacati dei giornalisti.
Per l’Ordine dei giornalisti del Veneto, il nuovo atto intimidatorio, “il secondo in poco tempo”, dimostra che “non esistono luoghi immuni dalla violenza, nemmeno nel nostro Veneto che si definisce onesto, e che l’impegno contro la criminalità organizzata non deve avere confini”.