APPIANO GENTILE - La notizia ha del clamoroso: dopo 28 anni, l’Inter e Piero Ausilio si sono detti addio, interrompendo consensualmente da oggi il rapporto di lavoro. Il motivo della rottura va ricercato nella proposta di prolungamento del contratto in scadenza nel 2027.
Oaktree gli ha offerto un solo anno in più, allineandolo alla scadenza degli appartenenti allo staff tecnico (con stipendio alzato di poco, dagli 1,3 milioni attuali a 1,4), un gesto che il direttore sportivo interista ha considerato poco rispettoso nei confronti della sua lunga e importante carriera in nerazzurro.
Ausilio pare si sia sentito poco stimato (impressioni maturate già nel corso dei mesi passati), poiché si aspettava un prolungamento più lungo e soprattutto a cifre diverse. Ha declinato l’offerta della proprietà, ma ha prima di tutto voluto portare a termine il suo compito, quello di gestire la campagna acquisti estiva, da sempre il suo terreno preferito (tra i colpi più importanti Lautaro, Lukaku, Hakimi, Perisic, Brozovic, Barella, Calhanoglu, Bastoni, Thuram). Cresciuto all’ombra di Marco Branca, Ausilio è diventato direttore sportivo dell’Inter nel 2014 e da quel momento ha vinto tre Scudetti, tre coppe Italia e tre Supercoppe italiane.
“Dopo 28 anni indimenticabili, è arrivato il momento più difficile: salutare quella che per me non è mai stata una semplice squadra, ma una seconda pelle - le parole di Ausilio al sito ufficiale del club -. In quasi tre decenni ho dato all’Inter ogni singolo secondo della mia vita, ogni energia, ogni battito. L’Inter è nel mio sangue, è l’aria che ho respirato ogni giorno. Il mio grazie più profondo e commosso va a voi tifosi, l’anima pulsante di questa maglia, che mi avete accompagnato e sostenuto in questo viaggio infinito. Grazie alle proprietà, dirigenti e collaboratori tutti, che negli anni mi hanno dato fiducia, grazie a tutti gli allenatori, giocatori, campioni immensi e uomini veri, che con il loro talento e il loro sudore hanno alzato al cielo trofei che resteranno per sempre scolpiti nella storia di questo club, come la Seconda Stella nerazzurra. Lascio questo ruolo, ma non potrò mai staccarmi da questi colori. Oggi non si chiude solo un capitolo professionale: si separa un pezzo della mia anima da ciò che ho amato di più. Grazie Inter”.
Anche la società gli ha reso omaggio attraverso le parole del presidente Marotta: “Desidero ringraziare Piero a nome di tutto il club, della proprietà e di ogni singolo dipendente della grande famiglia nerazzurra. Mi uniscono a lui momenti di gioia, di vittorie, di lavoro intenso e di tanta passione”.
Il suo posto viene preso da Dario Baccin, per anni il braccio destro di Ausilio.
In vista della gara di sabato contro il Napoli, Chivu potrebbe cambiare la composizione della difesa, scelta dettata dalla condizione non ancora ottimale di Akanji. Nella passata stagione l’ex City è stato il giocatore di movimento più impiegato (3707 minuti, secondo solamente a Sommer), ma nelle prime due uscite non è stato impeccabile (errore sul gol di Varela contro il Monza e ammonizione nei primi minuti a Cagliari), cosa che potrebbe portarlo in panchina contro il Napoli (con Pavard, Bisseck e Bastoni titolari) per poi riproporlo dal primo minuto all’esordio in Champions martedì prossimo a Madrid contro il Real.