ROMA – Il Ministero della Cultura ha aperto il bando dedicato alle librerie under 35, una misura che mette a disposizione 4 milioni di euro per sostenere l’apertura e il consolidamento di librerie indipendenti sul territorio nazionale gestite da giovani imprenditori.

L’iniziativa, prevista dal decreto ministeriale n. 383 del 27 ottobre 2025, attua il Fondo per l’apertura di nuove librerie istituito dal decreto-legge n. 201 del 27 dicembre 2024.

Se è vero che Buenos Aires vanta una delle più alte densità di librerie al mondo, questa notizia non deve sfuggire agli italo-argentini appena trasferiti in Italia (o che sono in procinto di farlo) e che amano la lettura.

Nella capitale argentina ci sono circa 25 librerie ogni 100.000 abitanti (per un totale di circa 734), un primato che la colloca davanti a grandi metropoli come Madrid, Londra e Hong Kong. 

Il finanziamento complessivo è suddiviso in due quote. Un milione di euro è destinato alle librerie già avviate dopo il 30 dicembre 2023 nei Comuni individuati dal bando, in particolare nei territori privi di altri punti vendita di libri.

I restanti 3 milioni di euro sono invece riservati alle attività avviate dopo il 30 giugno 2024 oppure ancora da avviare, secondo criteri di priorità che favoriscono le aree interne, periferiche e svantaggiate.

Le domande possono essere presentate esclusivamente tramite posta elettronica certificata (Pec) all’indirizzo dg-bic.nuovelibrerie@pec.cultura.gov.it, dalle ore 15 del 15 giugno 2026 fino alle ore 15 del 13 settembre 2026, utilizzando la modulistica disponibile sul sito del Ministero della Cultura e su quello della Direzione generale Biblioteche e Istituti culturali.

Possono partecipare i cittadini che non abbiano compiuto 35 anni alla data del 28 dicembre 2024. Il bando si rivolge sia ai titolari o legali rappresentanti di librerie indipendenti già operative, sia a chi intende avviare una nuova attività.

Per le librerie già aperte è richiesto, tra gli altri requisiti, che l’attività sia indipendente, non appartenga a catene o gruppi editoriali, sia in possesso dei codici Ateco previsti dal bando. Non è necessario che l’attivita sia costituita da una libreria “pura”, ma che la vendita di libri abbia rappresentato almeno il 30% del fatturato complessivo nei due mesi precedenti alla domanda, requisito che dovrà essere certificato da un professionista abilitato.

Chi intende aprire una nuova libreria dovrà invece presentare un business plan che dimostri la sostenibilità economica del progetto, oltre alla documentazione relativa alla futura sede, alla partita Iva, all'iscrizione camerale e agli altri requisiti previsti.

Per ottenere priorità nell’accesso ai fondi, sarà valorizzata la localizzazione dell'attività in aree interne, periferiche o in comuni privi di librerie o di biblioteche statali aperte al pubblico. In questo modo, la libreria si trasforma in presidio culturale e sociale sul territorio. 

Il contributo è a fondo perduto e può arrivare fino a 24.000 euro per ciascun progetto, con un ulteriore incentivo fino a 1.000 euro, destinato a corsi di formazione o attività di tutoraggio.

Le spese ammissibili comprendono interventi di ristrutturazione e adeguamento dei locali, acquisto di scaffalature, installazione di impianti di sicurezza, realizzazione della rete informatica e digitalizzazione dell'attività, oneri amministrativi e percorsi di formazione professionale.

L’erogazione del contributo sarà subordinata alla verifica della regolarità fiscale, previdenziale e assicurativa del beneficiario, oltre al rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato in regime “de minimis”.

Per fornire assistenza durante la presentazione delle domande, il ministero ha inoltre attivato un servizio dedicato raggiungibile all'indirizzo dg-bic.nuovelibrerie.helpdesk@cultura.gov.it.