ROMA - Francia e Spagna condividono da giorni la stessa drammatica emergenza: roghi devastanti divorano migliaia di ettari di boschi e minacciano i centri abitati. Complici le elevate temperature e le forti raffiche di vento che alimentano le fiamme, contenere gli incendi è diventato quasi impossibile, imponendo come priorità assoluta la messa in sicurezza delle persone. 

Le capitali temono un ulteriore peggioramento delle condizioni nelle prossime ore, quando sull’Europa è atteso un nuovo picco di calore con temperature vicine ai 40 gradi. Di fronte al rischio imminente, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha avvertito: “Ci attendono ore difficili”, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha presieduto una riunione interministeriale di crisi prima di recarsi in Gironda, teatro del rogo “più violento degli ultimi 50 anni”. 

Al termine del vertice, il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez ha fornito il bilancio complessivo della stagione: dall’inizio dell’estate sono stati registrati 13.566 incendi o focolai, per un totale di 116.085 ettari andati in fumo. Nuñez ha definito la situazione “una stagione assolutamente senza precedenti, eccezionale” e “lontana dall’essere finita”, evidenziandone soprattutto l’inizio precocissimo.  

Mentre entrambi i Paesi fanno i conti con ettari di vegetazione distrutti e migliaia di sfollati, la minaccia per i soccorritori ha assunto una dimensione atmosferica. Per la prima volta il continente europeo si trova ad affrontare le pericolose “nuvole di fuoco”, note scientificamente come “pirocumulonembi” (vere e proprie tempeste generate dagli incendi), finora documentate principalmente in Australia e durante i grandi roghi in California del 2022. 

In Gironda, uno dei distretti maggiormente colpiti, la prefetta Sophie Brocas ha parlato espressamente di “tempesta di fuoco” per descrivere l’incendio che in quattro giorni ha devastato oltre 42.000 ettari, danneggiato più di 240 abitazioni e costretto all’evacuazione oltre 200.000 persone. 

“Ieri sera ci siamo trovati di fronte a un’altra tempesta di fuoco, lo stesso incredibile, senza precedenti e sconosciuto fenomeno che si è verificato venerdì, quando ci siamo resi conto di stare entrando in una nuova dimensione”, ha dichiarato la rappresentante del dipartimento dopo un vertice con esperti internazionali.  

Brocas ha poi evidenziato la gravità del fenomeno: “Si tratta di un fenomeno totalmente imprevedibile che combina sia il fuoco che la tempesta che esso genera, con i conseguenti focolai di nuovi incendi e il vento che alimenta le fiamme. Tutto questo sta accadendo in un dipartimento che possiede una delle foreste più estese d’Europa e, di conseguenza, un’abbondanza di materiale combustibile”. 

Christophe Chantepy, specialista in prevenzione degli incendi boschivi presso l’Ufficio Nazionale Forestale francese (Onf), ha confermato la pericolosità delle nubi di fuoco: “È pericoloso perché crea le proprie condizioni meteorologiche. È più potente, irregolare e quindi imprevedibile”. 

La genesi del fenomeno risponde a dinamiche fisiche precise. Roghi di vaste proporzioni rilasciano enormi quantità di energia e calore che risalgono rapidamente verso l’alto. Una volta raggiunta un’altitudine sufficiente, la bassa pressione atmosferica provoca il raffreddamento dell’aria e la condensazione dell’umidità, portando alla formazione della nube. Questo processo finisce per auto-alimentare l’incendio, poiché le nubi così generate possono scatenare fulmini e forti venti che accelerano la propagazione delle fiamme anche in totale assenza di pioggia. 

Quando l’incendio è sufficientemente esteso, la colonna di fumo può formare un pirocumulonembo capace di raggiungere i 10-15 km di altezza fino a penetrare nella stratosfera. La NASA ha battezzato questi sistemi “draghi sputafuoco delle nuvole”. 

La comparsa dei pirocumulonembi conferma come la crisi climatica stia mutando la natura stessa delle emergenze. Di fronte a roghi in grado di condizionare il meteo locale, le autorità francesi avvertono che la sfida non consiste più soltanto nel domare le fiamme a terra, ma nel comprendere e anticipare dinamiche atmosferiche che rendono imprevedibile ogni fronte di incendio.