LONDRA - Il nuovo primo ministro britannico Andy Burnham ospiterà oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per ribadire il sostegno incrollabile del Regno Unito a Kiev. Come annunciato da Downing Street, i due leader visiteranno una base navale britannica (la cui ubicazione resta riservata) per ascoltare le testimonianze dei militari dei due Paesi impegnati nelle attività di addestramento. Per Burnham si tratta del primo vertice con un Capo di Stato straniero dal suo insediamento, avvenuto il 20 luglio in seguito alle dimissioni di Keir Starmer.
Nel corso della visita, i due leader incontreranno oltre 200 militari ucraini reduci dall’esercitazione Sea Breeze, un programma di tre settimane svolto nel Regno Unito per rafforzare le capacità di combattimento. In questo contesto, Burnham dovrebbe annunciare la cessione all’Ucraina della proprietà intellettuale di “Stone Cloak”, un nuovo sistema di guerra elettronica dalle dimensioni simili a quelle di un tablet. Il dispositivo è progettato per rendere i droni invisibili ai rilevamenti delle forze russe e, secondo le ricostruzioni dei media, consentirà a Kiev di avviarne la produzione su larga scala.
L’incontro è stato accompagnato da una ferma presa di posizione del primo ministro britannico nei confronti del Cremlino: “Il Regno Unito è al fianco dell’Ucraina e il nostro sostegno rimane incrollabile. La Russia non deve avere dubbi sulla nostra determinazione: non faremo passi indietro finché non si raggiungerà una pace duratura e giusta per l’Ucraina”.
Sulla stessa linea, il ministro degli Esteri Ed Miliband ha rimarcato che l’impegno britannico rimane “saldo e risoluto” e proseguirà “per tutto il tempo necessario”. Miliband ha aggiunto che “l’Ucraina sta combattendo non solo per la propria libertà e sovranità, ma anche per i valori di sicurezza, democrazia e Stato di diritto che tutti condividiamo. Ecco perchè il Regno Unito collabora con l’Ucraina per fornire sostegno militare, economico e diplomatico, compreso lo sviluppo di capacità all’avanguardia che aiuteranno l’Ucraina a prevalere nel conflitto”.
Dal momento dell’invasione russa, avvenuta quattro anni fa, Londra ha mantenuto un supporto costante allocando un totale di 25 miliardi di sterline (pari a 29,25 miliardi di euro) a favore dello sforzo bellico ucraino.
La prima settimana di Burnham a Downing Street ha impresso un netto cambio di rotta e di stile rispetto alla precedente gestione laburista. Il cinquantaseienne primo ministro ha concentrato le sue prime mosse sull’impatto dell’elevato costo della vita, annunciando tre interventi volti ad alleviare la pressione su cittadini e imprese. Le misure prevedono l’abolizione di una tassa sulle bollette elettriche domestiche, l’introduzione di un tetto massimo per la maggior parte delle tariffe degli autobus in Inghilterra e una riduzione del 20% delle imposte commerciali rivolta a pub, club e locali con musica dal vivo per sostenere il commercio locale.
L’approccio si differenzia apertamente dalle prime decisioni di Starmer di due anni fa, quando il governo optò per il taglio dei sussidi per il riscaldamento invernale destinati a milioni di anziani, scelta poi corretta non senza difficoltà politiche. Sebbene i nuovi provvedimenti abbiano sollevato dubbi circa il rispetto della disciplina fiscale, Burnham ha difeso le misure definendole una “ridefinizione delle priorità” della spesa. Resta tuttavia l’incognita delle tensioni internazionali, tra cui il conflitto tra Stati Uniti e Iran che ha provocato un’impennata dei prezzi dell’energia, fattori che potrebbero condizionare l’attuazione del programma economico.
Anche sul piano dell’immagine, il leader ha scelto una linea di discontinuità. Nel suo discorso inaugurale a Downing Street (pronunciato senza leggio e senza appunti, sottolineando la volontà di “riportare la speranza” in contrapposizione ai passati avvertimenti sulle “scelte difficili”) Burnham ha mostrato l’impronta informale coltivata durante i suoi nove anni da sindaco di Manchester. Nonostante l’adozione di giacca e cravatta in sostituzione della consueta maglietta scura, ha mantenuto un contatto diretto tramite video sui social media.
In un’ottica di decentramento istituzionale, venerdì ha inoltre inaugurato una sede operativa distaccata al numero 10 di North Street a Manchester, definendola il “centro nevralgico di una Gran Bretagna rinnovata” e assicurando che non si tratterà di una “trovata di breve durata”.
Sul piano interno, Burnham ha garantito l’intenzione di unire il Partito Laburista, pur dovendo gestire le critiche per l’esclusione dalla squadra ministeriale di diversi esponenti vicini a Starmer. Alle accuse di fazione, il primo ministro ha risposto: “Ovviamente, è necessario apportare dei cambiamenti per dare al governo quella nuova direzione che ho invocato. È semplicemente la realtà della politica”.
Essendo subentrato al governo su designazione dei deputati laburisti a seguito delle dimissioni del suo predecessore, e senza un passaggio dalle urne, Burnham guida il Paese in qualità di leader del maggior partito in Parlamento. Il suo mandato non richiede nuove elezioni generali, previste per il 2029, ma le pressioni politiche non mancano.
Nigel Farage, leader della formazione di estrema destra Reform UK (in testa ai sondaggi da circa 18 mesi), ha ribadito la richiesta di un immediato ritorno al voto popolare. Le istanze dell’opposizione potrebbero intensificarsi qualora l’amministrazione Burnham dovesse deviare dal programma elettorale con cui il Partito Laburista ha ottenuto la maggioranza nel luglio 2024, uno scenario che potrebbe proporsi nel caso in cui l’economia britannica continuasse a registrare una fase di ristagno.