KIEV - Il Mar Caspio, strategico bacino tra Asia Minore ed Eurasia, rischia di diventare il punto di congiunzione tra la guerra in Medio Oriente e il lungo conflitto tra Ucraina e Russia. L’escalation si è innescata dopo che il servizio di Sicurezza di Kiev ha riferito di aver colpito con droni alcune navi mercantili nel Mar Caspio, sostenendo che si trattasse di “navi utilizzate per il trasporto di merci militari che coinvolgono l’Iran”, soggette a sanzioni internazionali e impiegate per il trasferimento di materiale bellico tra Teheran e Mosca. Dall’inizio del conflitto, l’Ucraina considera infatti lo Stato persiano una parte in causa per il sostegno militare fornito all’alleato russo.
L’operazione condotta da Kiev, che ha causato l’esplosione dell’imbarcazione colpita, la morte di un marinaio e il ferimento di diversi altri membri dell’equipaggio, ha provocato un’immediata reazione diplomatica e militare. L’incaricato d’affari ucraino a Teheran è stato prontamente convocato al ministero degli Esteri iraniano per essere formalmente rimproverato da un alto funzionario per quello che è stato definito un “atto ostile e criminale”.
Nel corso di una conferenza stampa, il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei, ha avvertito che l’attacco avrà conseguenze “imprevedibili”, aggiungendo: “Quest’azione dell’Ucraina è stata un atto assolutamente illegale e ingiustificato, contrario alla Carta delle Nazioni Unite, nonché un pericoloso atto di avventurismo che non resterà certamente impunito. Il regime ucraino dev’essere ritenuto responsabile”.
Sulla stessa linea si è espresso il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ribadendo che l’azione dell’esercito ucraino “non può rimanere impunita” e denunciando la violazione della Carta delle Nazioni Unite. Araghchi ha, inoltre, accusato il presidente Volodymyr Zelensky di agire “per conto di Israele nel tentativo di trascinare l’Europa nella sua guerra”.
Un ulteriore monito è giunto dal parlamento iraniano per bocca di Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera. In un post pubblicato su X, Azizi ha definito l’attacco ucraino “un errore di valutazione”, sottolineando che “qualsiasi attacco all’Iran ha sempre un costo, e questo vale ancora oggi; gli Stati Uniti e Israele ne sono ben consapevoli. Anche l’Ucraina potrebbe presto capire che l’Iran non lascia impunite le proprie azioni”.
L’iniziativa ucraina ha suscitato una ferma presa di posizione anche da parte del Turkmenistan. Il ministro degli Esteri di Ashgabat, Rasit Meredow, ha giudicato “inaccettabile” l’attacco alla nave iraniana, evidenziando il ruolo del proprio Paese: “Il Turkmenistan, in quanto Stato rivierasco del Mar Caspio e Paese con neutralità permanente riconosciuta dalle Nazioni Unite, sottolinea che il Mar Caspio è un mare di pace, armonia e buon vicinato”.
Nel frattempo, la dinamica bellica continua a spingere la militarizzazione dei bacini marittimi della Russia meridionale. Per proteggere i propri assetti dall’intensificarsi delle incursioni ucraine nel Mar Nero e nel Mar d’Azov, come evidenziato dal think tank Institute for the Study of War, Mosca sta ristrutturando le proprie forze navali. Ù
Il comandante in capo della Marina russa, l’ammiraglio Alexander Moiseyev, ha dichiarato che la Marina ha costituito il suo primo reggimento di sistemi senza pilota all’interno della Flotta del Nord il 1° luglio 2026, prevedendo di crearne altri nella medesima flotta entro la fine del 2026 e di estendere una struttura analoga alla Flotta del Pacifico nel 2027.
In questo scenario, durante le celebrazioni per la Giornata della Marina russa, il presidente Vladimir Putin ha riaffermato il valore strategico della flotta nell’attuale contesto geopolitico (dall’Asia Minore fino all’Artico) rimarcando la determinazione di Mosca a tutelare i propri interessi nazionali lungo la Rotta del Mare del Nord.