HOBART – Il futuro immediato di Bell Bay Aluminium, una delle quattro principali fonderie di alluminio australiane, è stato assicurato da un pacchetto di sostegno pubblico da 200 milioni di dollari e da un nuovo accordo quinquennale per la fornitura di energia.

Il contratto elettrico dello stabilimento, situato nel nord della Tasmania, sarebbe scaduto alla fine del 2026. Da mesi Rio Tinto, proprietaria dell’impianto, e Hydro Tasmania, società energetica statale, erano impegnate in trattative difficili per definire nuove condizioni.

Il governo statale aveva in precedenza indicato una distanza di circa 60 milioni di dollari l’anno tra la posizione di Rio Tinto e il prezzo che Hydro Tasmania riteneva commercialmente sostenibile, alimentando le richieste di un intervento federale.

Il pacchetto annunciato oggi dai governi Albanese e Rockliff garantisce ora cinque anni di operatività, pur essendo stato, inizialmente, in discussione un accordo decennale.

Secondo la dichiarazione congiunta, la misura tutela i 550 dipendenti diretti della fonderia e circa altri mille posti di lavoro collegati alla catena di fornitura nel nord della Tasmania.

Il ministro statale dell’Energia e delle Rinnovabili Nick Duigan ha confermato che Hydro Tasmania e Rio Tinto hanno raggiunto un’intesa quinquennale sulla fornitura di elettricità.

“Abbiamo garantito a Bell Bay Aluminium un prezzo dell’energia competitivo a livello globale e il più basso possibile tramite Hydro Tasmania”, ha dichiarato.

Il premier Jeremy Rockliff ha sottolineato che l’intervento offre maggiore certezza all’intera filiera industriale e si inserisce nei piani di sviluppo economico del nord dello Stato, con particolare attenzione a energia rinnovabile, manifattura avanzata, esportazioni e attrazione di nuovi investimenti.

Anche il primo ministro Anthony Albanese ha collegato il sostegno alla necessità di preservare la capacità produttiva nazionale.

“Vogliamo che l’Australia produca più beni qui e sostenga posti di lavoro ben retribuiti in Tasmania”, ha affermato.

Bell Bay Aluminium, la più antica fonderia di alluminio del Paese, è operativa dal 1955 e produce circa 190mila tonnellate di alluminio l’anno, in gran parte destinate all’esportazione.

Lo stabilimento consuma oltre il 25 per cento dell’elettricità prodotta in Tasmania.

Le preoccupazioni per il suo futuro erano cresciute dopo la chiusura, a luglio, dell’unica fonderia commerciale australiana di leghe di manganese, nel sud dello Stato, con la perdita di 200 posti di lavoro.