SYDNEY – David Shoebridge affronta il primo giorno pieno da leader con una sfida precisa: mantenere un messaggio politico coerente e trasformarlo in mobilitazione elettorale, dopo che il partito è rimasto sostanzialmente fermo nei consensi dall’ultima elezione federale.
Shoebridge è stato scelto leader ieri durante una riunione programmatica a Sydney, con la senatrice Steph Hodgins-May eletta vice. Prima del voto, entrambi avevano dichiarato di non voler “riformare il Partito laburista ma sostituirlo”.
Secondo Nathan Fioritti, docente di scienze politiche alla Monash University, l’influenza dei Verdi britannici è evidente. Il linguaggio utilizzato dalla nuova leadership richiama da vicino quello del leader britannico Zack Polanski, che ha costruito il proprio profilo presentando il partito come alternativa netta sia alle forze conservatrici sia al centrosinistra tradizionale.
Per Fioritti, il messaggio dei Verdi australiani non è nuovo. La vera incognita sarà capire se il cambio al vertice riuscirà a imprimere maggiore energia a una strategia che finora non ha prodotto una crescita degna di nota.
Dalle elezioni federali del maggio 2025, One Nation ha registrato una forte crescita nei sondaggi, arrivando con regolarità a percentuali di voto primario nella fascia alta del 20 per cento e superando la Coalizione.
I Verdi, invece, sono rimasti vicini al 12 per cento ottenuto alle ultime elezioni.
Shoebridge ha riconosciuto che il consenso del partito non si è mosso quanto auspicato, indicando anche la concentrazione della proprietà dei media come uno degli ostacoli alla diffusione del messaggio.
Fioritti ritiene che Australia e Regno Unito presentino alcune caratteristiche politiche simili: un Partito laburista al governo con una forte maggioranza e una parte dell’elettorato sempre più distante dai partiti tradizionali, con una crescita delle forze minori, soprattutto a destra.
Per i Verdi, questo quadro offre l’opportunità di proporsi come alternativa progressista agli elettori insoddisfatti, contrapponendosi direttamente a One Nation.
Shoebridge ha preso l’impegno di fronteggiare la crescita del partito di Pauline Hanson, attribuendo al Partito laburista la responsabilità di aver creato lo spazio politico che ne ha favorito il rilancio.
Nel frattempo, resta aperto anche il dibattito interno sulla scelta della leadership. L’ex deputato Max Chandler-Mather ha chiesto che in futuro il leader venga eletto direttamente dagli iscritti, seguendo i modelli adottati dai Verdi britannici e neozelandesi.
Una richiesta analoga è stata avanzata anche dall’ex vice leader Mehreen Faruqi dopo l’elezione di Shoebridge.