SYDNEY – Il mercato immobiliare australiano ha registrato il sesto mese consecutivo di calo, con i prezzi nazionali scesi dell’1,1 per cento in settembre e una perdita complessiva del 5,2 per cento rispetto al picco raggiunto in marzo.
Secondo i dati raccolti da Cotality, il valore mediano delle abitazioni è sceso a 899.236 dollari, tornando sostanzialmente sui livelli di un anno fa.
Brisbane ha superato Sydney per intensità della flessione mensile, con un calo dell’1,5 per cento contro l’1,4 per cento della capitale del New South Wales. A Sydney, i valori risultano ora inferiori dell’8,6 per cento rispetto al massimo registrato in febbraio.
Tim Lawless, direttore della ricerca di Cotality, ha osservato che la correzione sta procedendo a un ritmo leggermente più rapido rispetto alla fase ribassista del 2022/23, una delle più marcate mai registrate.
“Quella fu una correzione breve e molto netta - ha spiegato -. Anche questa è chiaramente incisiva, ma non sono sicuro che sarà altrettanto breve”.
Diversi economisti prevedono una diminuzione complessiva dei prezzi compresa tra il 9 e il 13 per cento dal massimo al minimo del ciclo.
La prospettiva di ulteriori aumenti dei tassi da parte della Reserve Bank of Australia (RBA), insieme all’assenza di tagli attesi almeno fino alla fine del 2027, potrebbe prolungare ulteriormente la fase negativa.
Il rallentamento si sta inoltre estendendo a una quota sempre più ampia del mercato. Nei tre mesi fino alla fine di settembre, il 97 per cento dei sobborghi delle capitali ha registrato un calo dei valori.
Nelle prime fasi della correzione, le abitazioni nella fascia di prezzo più bassa avevano mostrato una maggiore capacità di tenuta, ma anche queste aree stanno progressivamente perdendo terreno.
Secondo Lawless, uno dei fattori è la riduzione dell’attività degli investitori, tradizionalmente più presenti nei segmenti medio-bassi del mercato.
Oltre ai tassi d’interesse, anche le modifiche introdotte dal Partito laburista alle agevolazioni fiscali per gli investitori stanno contribuendo a ridurre la domanda.
Lawless ritiene che, una volta stabilizzato il mercato, probabilmente intorno alla metà del prossimo anno, i nuovi acquirenti potrebbero trarre beneficio da prezzi più accessibili e di una minore concorrenza da parte degli investitori.
In senso opposto agisce invece l’ampliamento del programma che consente di acquistare una prima casa con un deposito del 5 per cento, misura che sostiene la domanda tra chi entra per la prima volta nel mercato.
A un anno dall’eliminazione del tetto al programma, oltre 102mila primi acquirenti ne hanno usufruito.
Il primo ministro Anthony Albanese ha sostenuto che il sistema sta aiutando soprattutto i giovani australiani ad accedere alla proprietà della casa.
Le modifiche fiscali avevano alimentato timori di nuovi aumenti degli affitti qualora un numero crescente di investitori avesse abbandonato il mercato. I dati sull’inflazione mostrano però che i canoni si stanno stabilizzando: nei 12 mesi fino ad agosto sono aumentati del 3,6 per cento, ritmo invariato da maggio.
Anche il tasso di abitazioni disponibili per l’affitto è risalito dall’1,5 al 2 per cento, favorito dall’aumento delle dimensioni medie dei nuclei familiari e dal relativo rallentamento dei numeri dell’immigrazione.