Per Maurice Portelli, lavorare nella ristorazione non è stata tanto una scelta quanto il naturale proseguimento di una storia iniziata in famiglia. Cresciuto tra bar e ristoranti, da cinque anni è alla guida del Municipal Cafe, su Norton Street a Leichhardt, e porta avanti un percorso professionale cominciato quando era ancora giovanissimo.
“I miei genitori hanno sempre avuto attività commerciali, quindi sono cresciuto in questo ambiente”, racconta. Dopo la scuola si iscrisse a un Bachelor of Commerce, senza però completarlo: il lavoro aveva ormai preso il sopravvento. La sua vera formazione, spiega, è avvenuta sul campo.
Nel 2004, a 27 anni, aprì il suo primo locale, che gestì fino al 2017. Dopo la vendita trascorse alcuni anni nell’attività di famiglia, Mezzapica Cakes, ma a riportarlo dietro il bancone di un locale tutto suo furono anche i vecchi clienti, che incontrandolo continuavano a chiedergli quando avrebbe riaperto. Quando si presentò l’opportunità di prendere in affitto lo spazio dell’attuale Municipal Cafe, Portelli decise così di ricominciare.
Nato in Australia nel 1977 da padre originario di Lipari, nelle Isole Eolie, e da madre sarda, che si sono conosciuti e sposati qui, Portelli conserva un forte legame con la comunità. Da ragazzo partecipava alle attività dell’associazione e ai viaggi organizzati, in Italia e sulla neve, insieme agli altri figli delle famiglie eoliane. Oggi quel rapporto passa anche attraverso il suo locale: molti clienti italiani più anziani entrano per un caffè e per scambiare qualche parola con lui.
Anche la lingua rimane parte della sua identità. Portelli parla italiano correntemente e lo ha imparato quasi per immersione. A cinque anni trascorse quattro mesi in Italia e, al rientro, per sei mesi parlò soltanto italiano, dimenticando l’inglese. Oggi i suoi due figli, di 14 e 12 anni, dicono di volerlo imparare, ma lui ammette di non sapere bene come insegnarglielo: quello che per lui è avvenuto in modo spontaneo, per loro richiede un impegno che non è facile trovare.
Dopo circa 45 anni trascorsi sulla stessa strada, Portelli ha assistito direttamente alla trasformazione di Leichhardt. Non guarda però al cambiamento con nostalgia. “Nuove comunità e nuove attività - osserva - hanno modificato la zona, mentre realtà storiche continuano a mantenerne vivo il legame Italiano”.
Per lui è semplicemente parte della naturale evoluzione del quartiere: “Ognuno porta con sé qualcosa di buono”. Un’identità, dunque, che non scompare con il cambiamento, ma continua a trovare spazio accanto a ciò che arriva di nuovo.