SYDNEY – Si amplia il materiale raccolto contro Naveed Akram, il 25enne accusato di avere partecipato con il padre all’attacco terroristico di Bondi Beach del 14 dicembre, nel quale morirono 15 persone e decine rimasero ferite.

La procura ha ottenuto oggi un rinvio di undici settimane dinanzi alla Downing Centre Local Court, spiegando che il fascicolo continua a crescere.

La procuratrice Danielle New ha riferito che sono già state esaminate oltre 800 testimonianze, insieme a filmati, prove balistiche e dati estratti da sette dispositivi elettronici.

Restano però da analizzare altri 12 apparecchi e una perizia relativa a un ordigno esplosivo improvvisato.

Secondo l’accusa, Naveed Akram e il padre Sajid, 50 anni, avrebbero preso di mira una folla riunita ad Archer Park per celebrare l’Hanukkah.

I due avrebbero lanciato tre bombe artigianali riempite con sfere d’acciaio e un ordigno costruito con una palla da tennis prima di aprire il fuoco. Nessuna delle bombe è esplosa.

Un altro ordigno a forma di scatola sarebbe stato trovato nella loro automobile insieme a due bandiere dello Stato Islamico dipinte a mano.

Sajid Akram venne ucciso dalla polizia durante l’intervento, mentre il figlio fu arrestato.

New ha riferito anche che numerosi testimoni, ai quali a luglio era stato garantito l’anonimato collettivo, hanno iniziato a fornire nuove dichiarazioni agli investigatori.

La misura era stata adottata per proteggere vittime e testimoni da ulteriori traumi e da possibili minacce.

La giudice Karen Stafford aveva osservato che il trauma psicologico derivante dall’avere assistito a una sparatoria di massa è concreto e che i rischi per la sicurezza dei testimoni e delle loro famiglie “non sono ipotetici”.

L’ordine, aveva spiegato, doveva inoltre evitare che altre persone rinunciassero a testimoniare per timore di diventare bersagli.

Secondo la procura, i nuovi testimoni protetti si trovavano nel parco o nelle immediate vicinanze al momento dell’attacco.

Il giudice Hugh Donnelly ha autorizzato l’estensione dei termini per la consegna completa del materiale alla difesa, ritenendo che il procedimento stia comunque avanzando regolarmente.

Akram deve rispondere di 78 capi d’accusa, tra cui commissione di un atto terroristico, 15 omicidi e 43 tentati omicidi.

Non gli è stato ancora richiesto di dichiararsi colpevole o non colpevole. Tornerà in tribunale il 28 ottobre.