ROMA - Cinquantatré anni: più di metà della vita di una società che sta per celebrare il suo centenario. Bruno Conti lascia la Roma dopo esserne stato protagonista dal 1973. Prima da calciatore (fino al 1991, con due brevi intermezzi al Genoa in prestito), poi da allenatore nel vivaio (per pochi mesi, nel 2005, anche della prima squadra) e infine da dirigente, nella veste di responsabile del settore giovanile.
La decisione di fare un passo indietro è la sua ed è lui ad averla spiegata ad amici e colleghi di Trigoria in occasione del suo ultimo giorno di contratto:
“Penso che a tutto c’è un inizio e a tutto c’è una fine - le parole di ‘Marazico’ -. Andando via da Trigoria e togliendo tutto quello che era di mio dal mio ufficio, c’è stata tanta emozione con tutti i dipendenti che erano presenti. Ho deciso questo perché a 71 anni siamo un po’ vecchi e voglio godermi veramente un po’ la mia salute, mia moglie e la mia famiglia”. La voce del campione del mondo 1982 si spezza per la commozione, dando il via all’applauso dei presenti.
“Papà, si chiude un capitolo immenso - ha scritto sui social Daniele Conti, figlio di Bruno ed ex capitano del Cagliari -. Per 53 anni la Roma è stata la tua casa, prima sul campo da grandissimo campione e poi dietro la scrivania come responsabile. Hai vinto tutto, sei diventato campione del mondo e hai scritto la storia di questo club. Ma la verità è che il trofeo più grande lo hai vinto con noi: perché oltre a essere stato un fuoriclasse assoluto nel calcio, sei un campione immenso nella vita di tutti i giorni. Orgoglioso di te, sempre. Ti amo”.
Conti potrebbe comunque essere coinvolto dalla società nelle varie iniziative previste per il centenario giallorosso. I contatti sono in corso: difficile togliere la Roma a una sua leggenda.