ZURIGO (SVIZZERA) - Il bilancio della prima fase del Mondiale 2026 è estremamente positivo dal punto di vista arbitrale. A tracciare un primo resoconto è stato Pierluigi Collina, numero uno degli arbitri della Fifa e presidente della Commissione Arbitri, che ha illustrato gli effetti delle nuove disposizioni introdotte prima dell’inizio della competizione con l’obiettivo di ridurre le perdite di tempo e aumentare il tempo effettivo di gioco.
Secondo l’ex arbitro italiano, le novità regolamentari hanno prodotto i risultati sperati, incidendo sia sul comportamento dei calciatori sia sul ritmo complessivo delle partite. “Prima dell’inizio dei Mondiali si è deciso di implementare alcune nuove regole, in particolare per quanto riguarda le perdite di tempo, al fine di ridurre il tempo perso durante le partite e aumentare il tempo effettivo di gioco della palla”.
Per il dirigente Fifa, queste modifiche “si sono rivelate molto efficaci e sono unanimemente considerate innovazioni molto positive”.
La Fifa aveva preparato con largo anticipo l’introduzione delle nuove disposizioni, spiegandole a tutti i protagonisti del torneo. “Queste nuove regole sono state illustrate ad allenatori e giocatori prima della Coppa del Mondo durante un seminario per allenatori e in riunioni online con le squadre. Inoltre, queste spiegazioni sono state fornite anche ai media, affinché i cambiamenti fossero noti e compresi da tutta la comunità calcistica”.
I dati raccolti nella fase a gironi mostrano un elevato rispetto delle nuove norme. “In generale, sono stati molto rispettati. Nelle 72 partite della fase a gironi, solo un giocatore sostituito non ha rispettato il limite dei dieci secondi”.
Al contrario, ha sottolineato Collina, molti calciatori sostituiti hanno lasciato il terreno di gioco con grande rapidità, “correndo verso la linea laterale anche quando la loro squadra era in vantaggio”.
Un altro aspetto evidenziato dal presidente della Commissione Arbitri riguarda la diminuzione delle interruzioni per motivi sanitari: “Il numero di infortuni tra i giocatori è diminuito drasticamente e sono stati pochissimi i casi in cui è stato richiesto l’intervento dello staff medico”.
Anche sotto il profilo disciplinare il bilancio viene giudicato soddisfacente: “Il comportamento generale è stato finora molto buono, con due ammonizioni per proteste contro una decisione arbitrale per i giocatori e due per gli allenatori”.
Per quanto riguarda i cartellini rossi, Collina ha precisato che “sei dei dieci finora assegnati sono stati per aver negato un’evidente occasione da gol, mentre soltanto uno è stato mostrato per aver coperto la bocca con una mano durante un confronto con un avversario”.
Collina ha poi affrontato il tema dell’interpretazione arbitrale dei contatti di gioco, ricordando che allenatori e calciatori erano stati informati anche sui criteri applicativi riguardanti contrasti e falli di mano: “Durante gli incontri allenatori e giocatori sono stati informati sui criteri arbitrali per l’interpretazione, tra gli altri, dei contrasti e dei falli di mano”.
L’obiettivo principale resta quello di favorire un calcio più fluido: “Per aumentare il ritmo della partita, è stato raccomandato agli arbitri di non sanzionare i normali contatti calcistici e di prestare attenzione ad alcune situazioni specifiche che possono verificarsi in relazione alle tattiche di determinate squadre”.
Tra queste, particolare attenzione viene riservata ai movimenti degli attaccanti che ostacolano deliberatamente i difensori: “Un esempio si verifica quando i giocatori in attacco cercano di impedire ai difensori di muoversi. Sebbene mantenere una posizione non sia di per sé un fallo, quando un giocatore in attacco non è interessato al pallone e si muove deliberatamente, anche solo marginalmente, con la chiara intenzione di ostacolare il movimento degli avversari e impedirgli di difendere, allora gli arbitri, e il Var quando necessario, dovrebbero analizzare attentamente l’episodio e intervenire”.
Secondo Collina, questo principio assume ancora maggiore importanza quando il comportamento dell’attaccante è finalizzato a impedire al portiere di intervenire (come accaduto in Germania-Paraguay): “Ciò è particolarmente vero quando la tattica mira a impedire al portiere avversario di difendere la porta”.
Il messaggio conclusivo è chiaro: le squadre erano state informate preventivamente e, di conseguenza, non dovranno stupirsi dell’applicazione rigorosa di queste direttive: “Allenatori e giocatori sono stati informati, quindi non dovrebbero essere sorpresi”.