KIEV - Dietro la facciata dell’unità nazionale contro l’invasore, in Ucraina si apre ufficialmente la corsa per la presidenza. L’ex comandante in capo dell’esercito e attuale ambasciatore a Londra, il generale Valery Zaluzhny, ha confermato direttamente al presidente Volodymyr Zelensky la propria intenzione di candidarsi alle prossime elezioni. 

Il clamoroso faccia a faccia, rivelato da Ukrainska Pravda, è avvenuto a margine di un vertice convocato da Zelensky per fare il punto sul partenariato strategico con il Regno Unito, all’indomani delle dimissioni del primo ministro britannico Keir Starmer. Chiarito il dossier londinese, i due leader si sono concentrati sul futuro politico del Paese. 

Secondo quanto emerge da Ukrainska Pravda, Zelensky ha osservato che le dinamiche positive sul fronte e il consolidamento della società creano una finestra di opportunità per il processo elettorale. Tuttavia, il presidente ucraino avrebbe sottolineato che il compito principale è evitare una spaccatura interna che potrebbe sorgere a causa della competizione tra lui e Zaluzhny. 

“Zelensky ha affermato che la situazione sul fronte si è evoluta positivamente di recente, la società rimane abbastanza coesa e, pertanto, si è aperta una finestra di opportunità per lo svolgimento delle elezioni. Tuttavia, il compito principale è quello di svolgerle in modo tale che il Paese non subisca una nuova spaccatura interna e, pertanto, ha continuato il presidente, è necessario evitare i rischi che comporterebbe lo scontro tra Zelensky e Zaluzhny”, riferisce una fonte al media ucraino. 

Quando Zelensky gli ha posto la domanda diretta sulla sua partecipazione alle elezioni, Zaluzhny avrebbe risposto affermativamente: “Sì, parteciperò”. 

Il tentativo di fermare la discesa in campo del popolarissimo generale era già stato tentato, dietro le quinte, dal Segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale, Rustem Umerov. Durante il soggiorno di Zaluzhny a Kiev, Umerov ha cercato di convincerlo a fare un passo indietro per non destabilizzare lo sforzo bellico. 

“Hanno ripetuto praticamente gli stessi argomenti: il possibile rischio di una spaccatura nella società, il pericolo di una campagna elettorale eccessivamente conflittuale e i rischi per lo Stato”, riferiscono le fonti vicino alla presidenza ucraina, sottolineando come la posizione dell’ambasciatore sia rimasta del tutto inflessibile. Prima del congedo, gli uomini dell’entourage di Zelensky si sarebbero rivolti al generale con un ultimo appello: “Fratello, pensaci ancora una volta”. 

Nonostante i rischi di una spaccatura, la macchina elettorale si è già messa in moto. A metà giugno, un vertice ristretto presieduto da Zelensky (a cui hanno preso parte il capo dell’ufficio presidenziale Kyrylo Budanov, il viceresponsabile per la sicurezza Oleh Tatarov, il leader della maggioranza parlamentare David Arakhamia, il ministro della Difesa Mykhailo Fedorov e lo stesso Umerov) ha vagliato l’ipotesi di andare al voto già alla fine del prossimo autunno. 

La strategia della Bankova risponde a una logica politica ben precisa: capitalizzare l’attuale crescita di consenso prima che il quadro internazionale o militare possa peggiorare. I sondaggi riservati analizzati durante la riunione vedono infatti Zelensky saldamente in testa al primo turno con il 33% dei voti già orientati, seguito proprio da Zaluzhny accreditato al 22%. Al terzo posto si posiziona Budanov, il cui gradimento è cresciuto costantemente negli ultimi mesi fino a raccogliere quasi il 14%.