ROMA - Il nodo del commissario tecnico resta al centro del lavoro della nuova Figc guidata da Giovanni Malagò. Al termine del suo primo Consiglio federale da presidente, il numero uno della Federcalcio ha ribadito di non aver ancora avviato contatti diretti per la panchina della Nazionale: “Non ho parlato al telefono, né ho visto, né ho contattato nessuna persona fino ad adesso”.

Prima, ha spiegato, andrà definita la figura del direttore tecnico, che potrebbe essere abbinata a quella di presidente del Club Italia “dal momento che hanno competenze similari”. Malagò non chiude a profili di alto livello né a possibili soluzioni articolate: “C’è desiderio e voglia degli italiani che ci sia qualcuno che ha avuto storia, esperienza e conoscenza della materia. Ci sto lavorando molto, ho letto diversi nomi e non mi sento né di smentirli né di confermarli”. Quanto ai tempi, il presidente ha fissato una scadenza precisa: “Nell’arco di una settimana deve essere tutto chiuso”, anche perché restano da definire “team manager e staff tecnico”.

Sulla sostenibilità economica di un’eventuale soluzione con più figure autorevoli, Malagò ha aggiunto: “Non mi sono proprio posto il problema. Gli italiani sono contenti se c’è un livello di autorevolezza importante”. Il nuovo presidente federale ha poi allargato il discorso ai problemi strutturali del calcio italiano.

“Le basi del calcio italiano sono uno dei temi di cui si è dibattuto per la scelta del ruolo del direttore tecnico”, ha spiegato, aprendo anche alla possibilità di guardare ai modelli esteri: “Non c’è niente di male nell’andare a copiare o imitare alcuni modelli”. Malagò ha citato la Francia come esempio virtuoso, ricordando però le diverse condizioni di partenza, e ha richiamato il tema della formazione dei giocatori, delle seconde generazioni e della competitività internazionale.

Secondo il presidente della Figc, il Mondiale a 48 squadre impone una riflessione più ampia: “Non ho visto così tante squadre materasso. Tutto deve essere rivisitato sulla base della realtà”.

Da qui anche il riferimento alla necessità di ricostruire entusiasmo attorno alla Nazionale, coinvolgendo non solo i tifosi ma gli stessi calciatori.

“Se riusciamo a far sentire veramente felici e a far innamorare non solo le persone fuori dal campo ma anche i giocatori - a costo di chiamarli uno per uno - già si creerebbe un effetto trascinamento importante”, ha spiegato il numero 1 del calcio italiano. Tra le ipotesi sul tavolo anche incontri periodici con gli Under 16: “Oggi c’è la totale disponibilità, tutti hanno capito la gravità del momento”.

Infine, il capitolo iscrizioni ai campionati. Malagò ha sottolineato con soddisfazione il via libera della commissione alle squadre di Serie A, Serie B e Lega Pro: “Per la prima volta dopo diversi anni non ho avuto discussioni in merito a società che non avevano rispettato i parametri”. Resta solo una casella da coprire, quella relativa alla Ternana: “La commissione dovrà valutare chi ha i requisiti migliori per prendere il posto della Ternana”.

Nel corso del Consiglio federale sono state definite anche le nuove vicepresidenze. Su proposta di Malagò, il Consiglio ha eletto all’unanimità Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, vicepresidente vicario, e Umberto Calcagno, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, vicepresidente.