ROMA – Una busta anonima contenente un proiettile calibro 7,65 e una lettera con frasi minatorie è stata recapitata al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il plico, partito da Salerno e indirizzato direttamente al titolare del dicastero di viale Trastevere, è arrivato al ministero all’inizio di agosto, ma la denuncia ai carabinieri è stata presentata soltanto il 16 settembre. Sul caso sono ora in corso gli accertamenti per individuare il mittente e chiarire l’esatta natura delle minacce.
Nel messaggio anonimo erano contenute anche accuse relative a presunte irregolarità nel rilascio dei diplomi da parte di scuole private della provincia di Salerno. Saranno gli investigatori a verificare il contenuto della lettera e a stabilire se le contestazioni abbiano un qualche fondamento oppure siano state utilizzate come pretesto per accompagnare l’atto intimidatorio. La presenza del proiettile ha fatto scattare l’inchiesta e gli approfondimenti investigativi sul mittente e sulle circostanze della spedizione.
La notizia ha provocato una vasta reazione politica, con messaggi di solidarietà arrivati dalle principali cariche dello Stato e dagli esponenti della maggioranza. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso “piena solidarietà e quella del Governo” a Valditara, definendo il plico con il proiettile e la lettera minatoria “vili atti intimidatori che non possono trovare spazio in una democrazia”.
Meloni ha inoltre manifestato fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine per fare piena luce sull’accaduto e auspicato una condanna netta e unanime da parte delle forze politiche. Vicinanza al ministro è stata espressa anche dai due vicepremier. Antonio Tajani ha sottolineato che chi pensa di fermare l’azione del governo attraverso “minacce e violenza” si sbaglia, mentre Matteo Salvini ha difeso l’operato di Valditara e assicurato che nessuna intimidazione fermerà il suo lavoro sulla scuola. Solidarietà è arrivata anche dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha definito l’episodio “spregevole”, e dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa.
Anche la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha condannato l’intimidazione, distinguendo tra libertà di dissenso e violenza: la critica, ha osservato, è legittima, mentre intimidazione e violenza non possono esserlo.
L’episodio arriva in un momento in cui il ministro è stato al centro anche di contestazioni legate alle politiche scolastiche. Nei giorni scorsi, in occasione del primo giorno di scuola, un manichino raffigurante Valditara era stato appeso a una finestra del liceo Minghetti di Bologna. A rivendicare la protesta era stato il collettivo studentesco Osa, che aveva definito il ministro e la premier “nemici degli studenti e delle studentesse”.
Si tratta tuttavia di un episodio distinto rispetto alla busta con il proiettile, sulla quale sono ora concentrate le indagini. Gli investigatori dovranno ricostruire la provenienza del plico, analizzare il contenuto della lettera e verificare eventuali elementi utili a identificare chi lo ha spedito. Particolare attenzione sarà riservata anche ai riferimenti alle presunte irregolarità nel sistema dei diplomi delle scuole private del Salernitano, per capire se rappresentino il movente dell’atto o un elemento inserito nella lettera per dare un contesto alle minacce.