“Credo che i nostri giovani abbiano bisogno di riscoprire Giovannino Guareschi, sempre fedele a sé stesso e coerente con le sue idee. A colpirmi è stata soprattutto la sua ironia”. Così Giuseppe Zeno racconta il personaggio cui presta il volto nel film tv Giovannino Guareschi-Non muoio neanche se mi ammazzano, presto visibile con Il Globo Tv in streaming su Rai Italia, con la regia e la sceneggiatura di Andrea Porporati. Liberamente tratto dal romanzo Chi sogna nuovi gerani di Alberto e Carlotta Guareschi, il film ripercorre la vita dello scrittore emiliano, autore amatissimo in tutto il mondo, con oltre 20 milioni di copie vendute in 142 lingue. Una storia segnata dalla guerra, dalla prigionia, dal giornalismo, dal cinema e dal carcere. “Biograficamente non è mai stato raccontato, abbiamo imparato a conoscerlo attraverso i suoi personaggi. Lui era Don Camillo, ma anche Peppone”, spiega Zeno, che per il ruolo si è concentrato anche sul dialetto. Il film racconta Guareschi dal ritorno a piedi dal campo di prigionia tedesco fino ai 400 giorni di carcere per diffamazione a mezzo stampa ai danni di Alcide De Gasperi. Uomo libero, ironico e poco incline ai compromessi, Guareschi amò visceralmente la sua terra, la Bassa Padana, trasformata nel celebre Mondo Piccolo. Un ritratto intimo, dunque, che mostra oltre lo scrittore anche l’uomo, restituendo la complessità di una figura ancora capace di parlare al presente. È proprio questa dimensione umana, fatta di libertà di pensiero, ironia e ostinata coerenza, a rendere ancora attuale Guareschi. Un uomo capace di raccontare, attraverso Don Camillo e Peppone, le contraddizioni dell’Italia del suo tempo, ma anche sentimenti e debolezze che appartengono a ogni epoca.