PERTH - Secondo un rapporto dell’Australian Resources & Energy Employer Association (AREEA), entro cinque anni serviranno circa 9mila nuovi lavoratori per sostenere l’economia delle risorse nello Stato, con il settore aurifero in prima linea.

Lo scorso anno l’Australia ha prodotto 300 tonnellate di oro, per un valore stimato intorno ai 50 miliardi di dollari. Negli ultimi diciotto mesi il prezzo del metallo prezioso è cresciuto di oltre il 50 per cento. La forte domanda ha dato slancio a nuovi progetti, con undici iniziative in cantiere solo nel WA e circa 2.400 posti di lavoro collegati, tra cui la miniera di Hemi nella regione del Pilbara.

Il quadro dell’industria del ferro appare invece più stabile, seppure con segnali di attenzione. L’AREEA ha segnalato che in questo comparto ci sono soltanto quattro nuovi progetti, che richiederanno circa 1.200 lavoratori. Non si tratta di una crisi, ma di un rallentamento relativo che ha portato a chiedere maggiore efficienza nei processi di autorizzazione e meno burocrazia.

Per molti analisti, l’oro rappresenta un’opportunità di diversificazione economica per il Western Australia. L’export di minerale di ferro continuerà a garantire entrate record — circa 10 miliardi di dollari in royalties per il governo statale — ma la corsa dell’oro potrebbe portare le entrate da 1 a quasi 2 miliardi, consolidando il settore come un pilastro complementare.

All’interno delle comunità minerarie emergono però sentimenti contrastanti. Nelle città fondate sull’estrazione di ferro, si ritiene che l’impatto di eventuali flessioni sia meno percepito a livello locale: la priorità resta mantenere operativi i convogli e le attività estrattive, senza scosse immediate per chi ha un impiego stabile. Per queste comunità, l’oro non è percepito come un’alternativa semplice o diretta, poiché richiede processi diversi e infrastrutture specifiche prima che il metallo possa arrivare sul mercato.

Molto diversa l’atmosfera nel cuore del distretto aurifero. A Kalgoorlie, dove è stato approvato un nuovo campo da 800 posti letto per sostenere l’espansione della Super Pit, c’è fiducia e ottimismo. Le istituzioni locali sottolineano che i nuovi progetti auriferi stanno portando famiglie a stabilirsi e investire nella regione, con ricadute positive su scuole, formazione e servizi. La presenza della School of Mines rafforza ulteriormente la vocazione del territorio, creando un circolo virtuoso tra istruzione, occupazione e sviluppo.

L’oro, dunque, non sostituirà il ferro come motore principale dell’economia del Western Australia, ma la sua crescita porterà a una maggiore diversificazione e stabilità. Con più progetti all’orizzonte e una domanda sostenuta a livello globale, il settore aurifero appare destinato a essere il vero protagonista della prossima fase di sviluppo minerario nello Stato.